Milan, Giorgio Furlani è pronto nuovamente a scendere in campo, sebbene abbia praticamente mai smesso di farlo. Vediamo qui di seguito quali sono le motivazioni.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata di certo il
casting dei direttori sportivi condotto in tandem da
Gerry Cardinale e
Zlatan Ibrahimovic. Non che prima fosse tutto rose e fiori, tuttavia
Giorgio Furlani, con l'incontro negli Stati Uniti con il patron di
Redbird, ha voluto riprendersi una sorta di leadership che sembrava essersi offuscata.
Ma perché questo atteggiamento? Semplice, più di quanto si voglia far credere. Perché il
Fondo Elliott di fatto
controlla indirettamente l'AC
Milan. Per piacere o diletto? Certamente no, perché ci sono dei soldi in ballo, ossia
489 milioni che Cardinale dovrà restituire a Elliott nell'
agosto 2028 dopo che lo scorso anno ne aveva patteggiato un
rifinanziamento.
Cardinale, in qualità di proprietario del
Milan, può fare quello che vuole pur sempre rispettando
rigidi paletti proprio imposti da Elliott e Furlani è il garante di tutto questo, colui che muove le fila affinché i conti
continuino a rimanere in ordine.
L'Amministratore Delegato seguirà quindi in prima persona la scelta del nuovo DS con il quale programmerà l'entrata di un nuovo allenatore, oltre che seguirne il mercato. Viene quindi ridimensionata la figura di
Zlatan Ibrahimovic.
Se non vi saranno ingressi di
nuovi soci (ARAMCO?), la situazione sarà questa quantomeno fino al 2028 con Cardinale che dovrà restituire il prestito ricevuto dallo stesso Elliott. Diversamente, in caso di ingresso di soldi arabi, l'idea sarebbe quella di
liquidare totalmente Elliott e a quel punto decidere in
perfetta autonomia ogni tipo di sorte dell'AC Milan.