Milan-Pif, c’è parecchia curiosità, forse preoccupazione, da parte dei tifosi in merito all’ingresso dei nuovi soci arabi nel club rossonero. Vediamo i dettagli.
”
Ci preoccupa zero”, questa la risposta di
Giorgio Furlani in merito all’inchiesta di queste ultime settimane sui vertici societari dell’AC
Milan. Tale indagine non sta minimamente mettendo i bastoni tra le ruote alla proprietà rossonera e la
deadline del 31 marzo si riferiva ad una sorta di
esclusiva per acquisire il Milan.
Quindi non significa che si dovrà fare per forza tutto entro fine marzo.
Gerry Cardinale dovrà restituire il
vendor loan entro il prossimo anno e da parte del
Fondo Elliott non vi é alcuna pressione affinché l’estinzione del prestito avvenga anticipatamente. Piuttosto é il patron di
Redbird a volere saldare tutto per evitare il pagamento degli interessi che ammontano all’
8% annuo. Quasi
50 milioni, tanto per intenderci. Il costo di un attaccante forte.
Abbiamo valide fonti che ci confermano che il matrimonio tra il
Milan e la cordata araba messa in piedi da
Pif e
Aramco si farà. Sicuramente non a fine marzo, forse nemmeno in aprile, ma ogni giorno sembra essere quello buono per vedere dei passi in avanti. Quello che sappiamo è che
l’ingresso sarà con quote di minoranza in quanto
Cardinale vuole mantenere il controllo del Milan.
Dopo la definizione del
nuovo stadio le cose potrebbero tuttavia cambiare. Abbiamo sempre escluso che gli arabi entrassero con quote di minoranza senza successivamente attuare la scalata. È così non sarà. Nel giro di pochi anni riteniamo che andrà in porto il trasferimento del 100% delle quote societarie, ma si procederà step by step.