Il matrimonio tra Suso ed il Milan potrebbe non avere vita lunga, quantomeno potrebbe vivere mesi burrascosi. L’estate dello spagnolo non è stata certo tranquilla, la sensazione è che se fosse arrivata l’offerta giusta la dirigenza rossonera non si sarebbe opposta. Ora però bisogna parlare di contratto a bocce ferme. I dubbi sono molti, Giampaolo pensava - o forse sperava - di utilizzarlo come trequartista, esperimento sfumato dopo poche partite e Suso è tornato a fare l’esterno, ruolo che sa interpretare al meglio. Secondo dubbio, lo spagnolo è discontinuo, troppe le pause durante una stagione, alterna giocate da pallone d’oro ad amnesie da terza categoria se non entra in campo con i giusti stimoli, e questo è un problema non di poco conto.
Oltre i dubbi, a mio parere legittimi e condivisibili, la società di Via Aldo Rossi dovrà fare i conti con le richieste di Suso che da alcuni mesi ha fatto sapere di volere un importante adeguamento del suo ingaggio. Attualmente percepisce 3 milioni, ma non bastano. L’attaccante ne chiede almeno 5, cifra che per il Milan attuale appare non impossibile, ma nemmeno cosi fattibile. Resta poi ancora il nodo della clausola rescissoria che Boban e Maldini vorrebbero togliere del tutto e che attualmente è fissata a 40 milioni. Ci sarà tanto da lavorare, le richieste di Suso sono ormai note a tutte, resterà da capire quanto il Milan sarà interessato e convinto di avvalersi delle prestazioni del giocatore per i prossimi anni oppure se quanto chiede verrà ritenuto eccessivo ed allora potrebbe essere libero di guardarsi intorno e cercare quindi altrove una sistemazione.