Calciomercato
Milan: Tonali, Barella e un sogno
A soli due giorni dalla conclusione dell’acquisto di Lucas Paquetà che verrà ovviamente ufficializzata all’apertura del mercato invernale, per il Milan è nuovamente tempo di guardarsi intorno per cercare di piazzare quei 2-3 rinforzi di qualità già a gennaio.
Leonardo e Maldini con “l’allievo” Kakà stanno seguendo più giocatori dalle buone doti tecniche e cercheranno di strapparli alla concorrenza con offerte già nelle prossime settimane.
Ma andiamo a vedere chi sono i giocatori nel mirino del club rossonero.
Tonali
Secondo le opinioni degli addetti ai lavori e di chi lo segue da vicino, Sandro Tonali ha tutte le potenzialità per diventare il nuovo Andrea Pirlo, paragone senz’altro molto impegnativo e pesante da portare sulle spalle, ma i due si somigliano molto in parecchie cose.
Il giovanissimo regista del Brescia – classe 2000 – è già uno dei maggiori talenti della serie B e rappresenta sicuramente più che una scommessa.
Il talento è cristallino ed il carattere da vero big, tanto che Cellino chiede 15 milioni, ma nonostante la richiesta la concorrenza proprio non manca, perchè anche Inter e Juventus si sono già mosse per il ragazzo.
Il Milan potrebbe però intromettersi nelle trattative forte di una consapevolezza in più: Tonali tifa rossonero, così come dichiara il suo agente, e questo potrebbe far propendere la sua scelta verso il club milanista.
Barella
Il reparto su cui il Milan sta lavorando più assiduamente è senza dubbio il centrocampo alla luce del non esaltante approccio alla serie A da parte di Bakayoko, mai sul pezzo in questo inizio di stagione.
Gli occhi puntati sono su Nicolò Barella, attualmente militante nelle fila del Cagliari.
Dell’interessamento se ne parla ormai da tempo e un giocatore dalle sue caratteristiche sarebbe l’ideale per la causa rossonera perchè sarebbe d’aiuto per fare rifiatare Biglia e Kessiè ed al contempo servirebbe da utilizzare come diga davanti alla difesa considerate le spiccate proensioni al gioco offensivo di Paquetà.
Barella è entrato nel giro della Nazionale e sta decisamente offrendo prestazioni di livello tanto che il Cagliari vorrebbe trattenerlo almeno fino al termine della stagione a meno di offerte irrinunciabili.
Quello che è certo è che il Milan un’offerta la farà, a breve, proprio perchè anche su Barella le attenzioni sono moltissime ed è importante in questi giorni bruciare l’agguerrita concorrenza.
Il sogno
Da anni tiene banco il ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan, per di più voci di mercato senza alcun fondamento, semplici suggestioni. Questa volta però ritengo potrebbe essere la volta buona.
Lo svedese negli States è triste, la MLS gli sta stretta e a questo punto della sua vita terminare la carriera al Milan rappresenterebbe per lui un’idea stuzzicante.
Ricordiamo che Ibra ha 37 anni, decisamente troppi per aspirare a qualche big europea che competa per la Champions.
Non voglio dire che il Milan non sia una big europea, lo è stata, ma l’attuale fase di ristrutturazione e di rilancio rappresenterebbe l’ambiente ideale per consentire allo svedese di dare quel valore aggiunto in termini di mentalità vincente e di carisma e queste immense doti potrebbero essere portate a fattor comune all’interno dello spogliatoio.
Si pensi all’enorme opportunità per il giovane Cutrone di potersi allenare con attaccanti dal valore assoluto come Higuain ed Ibra, carpirne le mosse, i passi, sarebbe un’occasione più unica che rara penso invidiata da qualsiasi giovane.
Che l’attaccante svedese voglia giocare, e sempre, non è una novità, ma in considerazione dell’età potrebbe anche essere utilizzato quando più serve, per non snaturare il reparto offensivo attuale e per consentire di dare respiro ai due veri attaccanti presenti in rosa che giocoforza potrebbero accusare stanchezza qualora il Milan dovesse andare avanti in Europa League ed in coppa Italia, come glielo auguriamo.
Anche l’attuale stipendio lascerebbe pensare ad una strada in discesa per il clamoroso ritorno, attualmente lo svedese percepisce 4 milioni di euro, cifra tutto sommato bassa rispetto ai salari faraonici degli anni precedenti.
Calciomercato
Inter, calciomercato: 100 milioni e ancora poco spazio per i nuovi in campionato
L’Inter ha investito fino a circa 96 milioni di euro per Jones, Spence, Stankovic e Provedel, a cui si aggiunge l’arrivo a parametro zero di Stones: dopo quattro giornate di Serie A, però, il minutaggio dei nuovi resta contenuto.

CURTIS JONES POSA PER LE FOTO DURANTE LA SUA PRESENTAZIONE COME NUOVO GIOCATORE DELL’INTER (FOTO DI PIER MARCO TACCA – INTER/INTER VIA GETTY IMAGES)
Le cifre reali dei quattro colpi di mercato
Il dato dei “100 milioni” merita una precisazione. Curtis Jones è arrivato dal Liverpool per circa 30 milioni più 5 di bonus, la stessa formula utilizzata per Djed Spence con il Tottenham, mentre per riportare Aleksandar Stankovic a Milano dal Club Brugge sono serviti circa 23 milioni e Ivan Provedel è costato circa 3 milioni.
La parte fissa delle quattro operazioni si ferma quindi a circa 86 milioni, cifra che con tutti i bonus può salire fino a 96. John Stones completa il gruppo dei nuovi innesti, arrivato a parametro zero dopo la fine dell’esperienza al Manchester City.
Spence e Provedel, ancora fermi a quota zero
Dopo quattro giornate di campionato il quadro è netto: Spence e Provedel sono a zero minuti, Stankovic è fermo a 15, Jones ne conta 98 e Stones 99. Spence non ha ancora debuttato in gare ufficiali con l’Inter e resta indisponibile alla vigilia della trasferta contro la Roma.
Il suo inserimento è stato rallentato dalle condizioni fisiche, quindi lo zero nelle presenze non può essere letto come una bocciatura tecnica. Provedel, dal canto suo, ha finora osservato dalla panchina con Josep Martínez titolare, anche se proprio alla vigilia della Roma il ballottaggio tra i due portieri è tornato d’attualità.
Stankovic tra due spezzoni, Stones fermato dall’infortunio
Stankovic ha raccolto finora soltanto due spezzoni, 7 minuti contro il Monza e 8 contro l’Udinese. Per un giocatore riacquistato per circa 23 milioni, il minutaggio resta uno dei dati più interessanti di questo avvio di stagione.
Il percorso di Stones era invece già entrato in una fase diversa, con 99 minuti in tre presenze e una partita iniziata da titolare. Contro l’Udinese, però, il difensore inglese si è fermato al 61′ per un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra e salterà Roma-Inter, con uno stop stimato di circa tre-quattro settimane.
Jones guadagna spazio, la Roma può essere il test decisivo
Curtis Jones rappresenta finora il caso più avanzato tra gli acquisti estivi, con 98 minuti in tre presenze di campionato, tutte da subentrante. La sua posizione nelle gerarchie di Chivu sta però cambiando in vista dell’Olimpico.
L’assenza di Hakan Calhanoglu, fermato da un problema muscolare all’adduttore della coscia destra, apre infatti uno spazio importante a centrocampo. Jones è tra i candidati a partire dall’inizio contro la Roma: sarebbe la sua prima presenza da titolare in Serie A con l’Inter.
Il punteggio pieno che cambia la lettura del mercato
C’è tuttavia un dato che impedisce di trasformare i pochi minuti dei nuovi in una bocciatura del mercato: 12 punti su 12. L’Inter ha vinto le prime quattro partite di Serie A e ha già segnato 13 gol, presentandosi alla quinta giornata a punteggio pieno insieme alla Roma.
Chivu ha potuto quindi inserire gradualmente i nuovi acquisti senza dover correggere una squadra in difficoltà di risultati. Le singole situazioni restano diverse: Spence non è ancora disponibile, Stones è stato fermato da un infortunio, Provedel compete per un ruolo particolare come quello del portiere, mentre Jones sta progressivamente aumentando il proprio peso.
Il conto resta aperto, soprattutto per Spence, Provedel e Stankovic, ma con l’Inter prima a punteggio pieno il dato pone più una domanda sul futuro che una sentenza già scritta sul mercato.
Calciomercato
Napoli-Fiorentina, retroscena Mastantuono
Prima di approdare alla Fiorentina, Mastantuono è stato sondato dal Napoli. Retroscena e incroci di mercato alla vigilia della sfida.

IL DIRETTORE SPORTIVO DEL NAPOLI GIOVANNI MANNA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il sondaggio del Napoli e la scelta della Fiorentina
La sfida di campionato tra Fiorentina e Napoli al terreno del Franchi mette di fronte due squadre legate a doppio filo da recenti e fitti intrecci di calciomercato. Il nome più caldo della vigilia è indubbiamente quello di Franco Mastantuono, diciannovenne talento argentino messosi in luce dopo la spettacolare tripletta realizzata contro il Venezia. Il classe 2007, trasferitosi a Firenze in estate a titolo temporaneo secco dal Real Madrid, avrebbe potuto vestire la maglia azzurra se le trattative estive avessero preso una piega differente.
Prima che la società viola chiudesse l’accordo con i Blancos, il direttore sportivo del Napoli Giovanni Manna aveva infatti effettuato un concreto sondaggio contattando direttamente l’entourage del giocatore, rappresentato dagli agenti Fernandez-Tamer. Il dirigente azzurro seguiva le prestazioni di Mastantuono fin dai tempi della sua militanza nel River Plate, prima che il Real Madrid ne rilevasse il cartellino nel 2025 a fronte di un investimento da 45 milioni di euro. Le richieste della dirigenza spagnola, orientata esclusivamente a un prestito secco privo di opzioni di riscatto, unite alle necessità del Napoli di rispettare rigidi parametri di bilancio, hanno finito per bloccare il dialogo, spianando la strada all’inserimento vincente della Fiorentina.
Tutti gli altri intrecci di mercato sull’asse Napoli-Firenze
Il caso Mastantuono rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una serie di incroci e trattative sviluppatisi nel corso delle ultime sessioni tra le due società, come ricostruito dal Corriere dello Sport. Tra i profili condivisi risalta il nome di Radu Dragusin, attuale difensore centrale della Fiorentina guidata da Vanoli, a lungo corteggiato dal Napoli nel gennaio 2024 prima che il centrale rumeno optasse per il trasferimento in Premier League al Tottenham.
Durante l’ultima finestra estiva, la dirigenza partenopea ha inoltre valutato attentamente la posizione del terzino brasiliano Dodô, in quel momento ai margini del progetto tecnico viola e in scadenza di contratto. Sul fronte opposto, la Fiorentina aveva mostrato interesse per l’esterno offensivo Noa Lang senza tuttavia affondare il colpo con il Napoli, mentre nel recente passato anche il centravanti Beto era figurato nella lista dei candidati stilata dagli azzurri per raccogliere l’eredità di Victor Osimhen.
Calciomercato
Milan, Gonçalo Inácio dallo Sporting Lisbona: perché Amorim insiste
Il centrale portoghese è il primo obiettivo per gennaio: conosce già movimenti, distanze e principi della difesa del tecnico rossonero.

GONÇALO INÁCIO DELLO SPORTING CP CALCIA IL PALLONE (FOTO DI DIEGO MARANHÃO/EURASIA SPORT IMAGES/GETTY IMAGES)
Il Milan punta Gonçalo Inácio per gennaio e dietro questa scelta c’è molto più della necessità di rinforzare la difesa: il centrale dello Sporting Lisbona conosce già il calcio di Ruben Amorim, fatto di linea alta, costruzione dal basso, uscite aggressive e difesa a tre. Un vantaggio che lo rende il profilo ideale per accelerare la trasformazione del reparto rossonero.
I rossoneri avevano già seguito il portoghese durante il mercato estivo e ora preparano un nuovo tentativo per la finestra invernale. La priorità è aggiungere un difensore che non debba partire da zero nell’apprendimento del sistema: Inácio ha già lavorato per anni dentro gli stessi principi che Amorim sta introducendo a Milano.
Inácio conosce già il calcio di Amorim
Il legame tecnico nasce allo Sporting, dove il tecnico ha allenato a lungo il centrale e lo ha utilizzato nella propria difesa a tre.
Il classe 2001 si è formato come difensore mancino capace di difendere in avanti, accompagnare la manovra e partecipare direttamente alla prima costruzione. Non deve quindi scoprire i meccanismi richiesti dall’allenatore: li ha già interpretati ad alto livello.
È proprio ciò che oggi serve al Milan.
Amorim chiede una linea più alta, centrali pronti ad accorciare sull’avversario e una reazione immediata dopo la perdita del pallone. Giocare in questo modo significa anche accettare più spazio alle spalle e richiede letture rapide quando un difensore rompe la linea per seguire il proprio uomo.
Sei gol subiti spiegano la priorità per gennaio
L’inizio della stagione ha mostrato perché il Milan vuole intervenire sul reparto.
I rossoneri hanno incassato sei gol nelle prime cinque gare ufficiali e hanno mantenuto la porta inviolata una sola volta, contro il Venezia. Il 2-0 subito contro il Benfica ha evidenziato ancora una volta problemi nelle distanze, nella pressione sul portatore e nell’aggressività della linea.
Non è soltanto una questione di errori individuali. Il Milan sta passando a un modo diverso di difendere e l’intero reparto deve adattarsi alle richieste del tecnico.
Il portoghese riduce proprio questa incognita: conosce già il sistema e sa quali posizioni occupare quando la squadra alza il baricentro.
Costruzione dal basso, l’altra qualità che cerca Amorim
Il valore di Inácio emerge anche quando il Milan ha il pallone.
Il centrale è mancino, dispone di un primo passaggio pulito e sa avanzare palla al piede per superare la prima pressione. Nello Sporting di Amorim partecipava direttamente allo sviluppo dell’azione, diventando uno dei primi riferimenti della costruzione.
Un difensore capace di trovare rapidamente il centrocampo o di rompere una linea avversaria con conduzione e passaggio permette alla squadra di avanzare senza affidarsi continuamente a una costruzione lenta e orizzontale.
Sporting Lisbona, contratto fino al 2030 e clausola da 60 milioni
Il Milan deve però trovare un accordo con uno Sporting che ha protetto uno dei suoi giocatori più importanti.
Inácio ha rinnovato il contratto fino al 2030 e nell’accordo è presente una clausola rescissoria da 60 milioni di euro. Il club portoghese parte quindi da una posizione forte nella trattativa.
I rossoneri avevano già mosso passi concreti durante l’estate senza arrivare alla chiusura dell’operazione. Il dossier è rimasto aperto e gennaio rappresenta la nuova finestra individuata per tornare sul centrale.
Pavlović e Inácio, due profili per la stessa rivoluzione
Il piano rossonero diventa ancora più interessante considerando la situazione di Strahinja Pavlović.
Il Milan sta lavorando al rinnovo del serbo fino al 2031, con la volontà di continuare a puntare su di lui. L’interesse per Inácio non nasce quindi dalla necessità di sostituire Pavlović, ma dalla ricerca di caratteristiche complementari all’interno della nuova difesa.
Il serbo garantisce fisicità, aggressività nei duelli e capacità di attaccare l’avversario. Il portoghese aggiunge qualità nella prima costruzione e soprattutto una conoscenza già consolidata dei meccanismi di Amorim.
Inácio è il centrale che può accelerare il nuovo Milan
Il mercato di gennaio può diventare il secondo passaggio della trasformazione iniziata in estate.
Amorim non cerca semplicemente un altro difensore. Cerca un giocatore capace di interpretare immediatamente una linea alta, costruire sotto pressione e riconoscere movimenti che il resto della squadra sta ancora assimilando.
È qui che Gonçalo Inácio si distingue dagli altri profili. Il centrale dello Sporting Lisbona conosce già il calcio di Amorim e il Milan lo vuole proprio per questo: non soltanto per aggiungere qualità alla difesa, ma per accelerare la costruzione del reparto che il tecnico ha in mente.
-
Calciomercato14 ore faInter, calciomercato: 100 milioni e ancora poco spazio per i nuovi in campionato
-
Calciomercato15 ore faNapoli-Fiorentina, retroscena Mastantuono
-
Calciomercato15 ore faMilan, Gonçalo Inácio dallo Sporting Lisbona: perché Amorim insiste
-
Nations League16 ore faInter, Martínez convocato per la Nations League: la Spagna lo richiama a cinque anni dal 2021
-
Calciomercato18 ore faNapoli-Mastantuono, il retroscena: Manna lo sondò in estate
-
Calciomercato18 ore faJuventus, si valuta il rinnovo di Nico Gonzalez: prolungamento possibile fino al 2030 o al 2031
-
Calciomercato19 ore faRoma, Arsenal su Donyell Malen: da 25 a 65 milioni in quattro mesi
-
Liga21 ore faMbappé, record ne LaLiga: gol a 23 squadre su 23