Milan, una vicenda che probabilmente avrà dell’incredibile la lunga sequela di malelingue intorno al portiere rossonero. Andiamo a leggerne i dettagli.
22 settembre,
Mike Maignan, nell’intervallo della gara tra
Francia ed
Austria, accusa un
fastidio al polpaccio. Da lì ha inizio la sua odissea. Una
lesione del muscolo gemello mediale del polpaccio sinistro.
Un infortunio come gli altri? Probabilmente sì, ma serio e da prendere con le molle. Un mese di stop, si diceva. Ma
Maignan voleva giocare il Mondiale, quantomeno esserci. Ecco quindi una
gestione sbagliata che lo ha portato a farsi seguire da medici e fisioterapisti esterni i quali probabilmente ne hanno allungato la guarigione, più che affrettarla.
Si è deciso di
non intervenire chirurgicamente, di aspettare la completa guarigione con la consapevolezza che un’ulteriore recidiva potrebbe
fare terminare anzitempo la carriera del giocatore. Per questo motivo il lungo stop.
Da lì sono partite falsità inenarrabili, fatte di problemi personali, addirittura si è parlato di uso di cocaina. È stato lo stesso
Paolo Maldini ad intervenire giorni fa sull’argomento rientro. E lo ha fatto sottolineando un
preciso piano di recupero pianificato con attenzione dai medici rossoneri. Esso prevede il
rientro in data 26 febbraio, in occasione della sfida casalinga contro l’
Atalanta. Uno stop alle malelingue ed alle chiacchiere da bar, cosa che il Milan non ha certo bisogno.
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