Milan, analizziamo qui di seguito tutte le difficoltà della nuova dirigenza nel cercare di piazzare alcuni esuberi.
È certamente un
mercato a due fasi e due velocità. Quello in entrata merita certamente un otto, sicuramente anche qualcosa in più dovesse arrivare un attaccante con i giusti attributi. Da quattro in pagella quello in uscita.
A parte il capolavoro, nel senso economico, di avere venduto
Sandro Tonali alla cifra maggiore possibile, la dirigenza sta trovando enormi difficoltà a sbarazzarsi di alcuni giocatori fuori dal progetto tecnico di
Stefano Pioli.
Un vero e proprio
ostacolo che sta impedendo di fare sul serio per un reale
vice Theo Hernandez, verranno infatti riciclati
Florenzi e
Calabria alla bisogna, più qualche chiamata a
Bartesaghi. Difficile arrivare ad un altro regista, se prima non si vende. Complicato anche il discorso punta, che arriverà, ma sarà forse un piano B rispetto ad altre idee iniziali.
Il tutto è stato frutto della passata mediocrità e non è una polemica per le dirigenze passate, ma un dato di fatto. Annoverare tra le proprie fila gente come gli attuali giocatori in esubero, comprati
tanto per fare numero, rappresenta un problema che prima o poi uscirà fuori come un nervo scoperto. E farà male quando si dovrà fare l’upgrade, il famoso balzo in avanti.
Se il Milan non avrà alcun problema, ne siamo certi, a realizzare
enormi plusvalenze coi vari
Reijnders, Loftus-Cheek, Chukwueze, Pulisic, stessa cosa non si può dire per gli acquisti passati, i quali nemmeno in prestito trovano club interessati, a parte
De Ketelaere. Gente come
Origi che pesa a bilancio
5,1 milioni all’anno rappresenta una zavorra difficilmente cedibile.
Era inevitabile passare da qui, cedere i rami secchi è sempre molto difficile, ma una volta fatto si guarderà finalmente in avanti ed i tasselli per la costruzione di un Milan sostenibile, forte e competitivo, sono stati messi per buona parte.