Milan, nel day after della vittoria al Bernabeu siamo qui a gioire giustamente sull'eroica impresa dei nostri. Ma una rondine fa primavera?
Il
Milan vince, stravince e convince al
Bernabeu contro il
Real Madrid dell'ex
Carletto Ancelotti. Una vittoria importante, bellissima e soprattutto meritata perché giocata con la
giusta intensità per tutti i 90 minuti, senza la minima sbavatura a parte il rigore un po' ingenuamente concesso da
Emerson Royal.
Giusto gioire, certe serate sono magiche e vanno festeggiate con tutti gli onori, soprattutto se si arrivava a Madrid da squadra sfavorita contro ogni favore del pronostico.
Quindi tutto risolto? La posizione di
Fonseca torna a fortificarsi? I rapporti tra il tecnico e
Leao sono tornati idilliaci come il primo giorno?
Theo Hernandez è finalmente felice?
La risposta è no a tutte e tre le domande. Ma
vincere aiuta a vincere, mai detto nel mondo del calcio è più azzeccato.
Ora al
Milan serve continuità e soprattutto la
giusta umiltà nel preparare le partite contro le cosidette
piccole. Lo abbiamo visto contro il
Parma e contro il
Monza, due risultati diversi, ma a livello di prestazione la stessa identica pochezza. Ed è significativo il fatto che le principali difficoltà siano sorte nel primo tempo, quando la squadra non aveva fatto una corretta tara all'avversario. Forse prendendo la situazione sotto gamba per poi correggerla nel secondo tempo.
Lo ha detto anche ieri sera Fonseca:"
In Italia il calcio è diverso". Ha perfettamente ragione, in Europa non mettono i pullmann davanti alla porta, ma giocano a viso aperto. Questa sarà la sfida più grande di questo Milan e di Fonseca stesso, vincere con le piccole e preparare al meglio le partite. Non per sminuire nessuno, ma le partite contro
l'Inter e il
Real Madrid si preparano da sole. Ho citato queste due vittorie non a caso.
Se l'intensità sarà quella vista ieri anche contro l'ultima in classifica in campionato, allora potremo dire che il Milan è guarito.