PSG, non solo Gianluigi Donnarumma tra gli italiani della prestigiosa squadra francese che stasera sfiderà il Milan nel match di ritorno in Champions League.
Italiani brava gente. E grandi sportivi. In campo, ma anche dietro le quinte dove la professionalità è un elemento fondamentale.
Dalle aule di "Tor Vergata" al Parc des Princes col PSG
Si chiama Cristoforo Filetti: catanese classe 1986, laureato in Scienze motorie all'università degli studi di Roma Tor Vergata, dove ha conseguito anche un dottorato di ricerca. Ha completato il suo percorso di studi con un master in Teoria e tecniche della preparazione atletica nel calcio presso l'università di Pisa.
PSG Cristoforo Filetti, un italiano nello staff tecnico
Obiettivo: zero infortuni
Il Paris Saint Germain è senza dubbio un club di altissimo livello. Filetti ha lavorato anche per la Lodigiani, la Roma, la Salernitana. Prima di approdare in Francia ha avuto anche un'esperienza in Qatar.
Tutta questa formazione per raggiungere un'eccellente esperienza. Che, ahinoi, ha portato oltralpe.
Infatti il prezioso contributo che ha portato allo staff tecnico del PSG è strategico: lavorare in team e con focus personalizzato. Ogni atleta deve avere un piano costruito su misura per il recupero da un infortunio. Come ha dichiarato in un'intervista rilasciata al ilGiorno.it "L’idea che ho maturato in questi anni è che il lavoro per un giocatore deve essere individualizzato ovvero coerente e calibrato alle sue caratteristiche fisiologiche e alla sua muscolatura. È opportuno monitorare con attenzione i parametri prestativi e spingere i parametri fisiologici per alzare la soglia di fatica".
Questo approccio è pensato anche per scongiurare future ricadute: quindi pieno recupero e ottima resistenza.
Per il Milan, afflitto da continui infortuni, sarebbe una strategia appropriata.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.