Gli azionisti della Puma chiedono un cambio di rotta dopo che il prezzo è crollato significativamente. La famiglia Pinault valuta le mosse, mentre Adidas tace sulle indiscrezioni...
I conti di Puma non sorridono. Dall’inizio dell’anno
il titolo ha perso metà del suo valore, scendendo a
19 euro dopo che quattro anni fa sfiorava quota
114. Il calo di fatturato e la prospettiva di un bilancio in perdita hanno acceso i riflettori sulla storica azienda di Herzogenaurach, da sempre rivale di
Adidas.
Puma-Adidas: possibile accordo?
Secondo
Repubblica, negli ambienti finanziari prende corpo un’ipotesi clamorosa: una
fusione tra i due marchi fondati dai fratelli Dassler. L’azionista Roy Adams, cofondatore di Metronuclear, ha parlato senza giri di parole: “
Puma è in uno stato di emergenza. Se il management non riesce a invertire la rotta, una fusione con Adidas è l’opzione migliore”.
La critica più forte riguarda i costi di marketing, giudicati eccessivi per un marchio che non opera più nel segmento premium. E in una lettera al consiglio di amministrazione si legge che P
uma avrebbe perso la fiducia degli azionisti, con gli interessi dei soci minori poco tutelati rispetto a quelli di Artemis, holding della famiglia Pinault che detiene il 30% del gruppo.
Se da un lato Artemis ha smentito una vendita “a prezzi così bassi”, dall’altro ha ammesso che la quota non resterà “per sempre” in portafoglio. Adidas, invece, si è trincerata dietro un no comment: «Non ci esprimiamo su speculazioni di mercato».
Un silenzio che lascia aperti tutti gli scenari, compreso quello di un matrimonio impensabile fino a pochi mesi fa tra due rivali storici dello sportwear mondiale.