Stadio del Cagliari, una telenovela senza fine. Le prime dichiarazioni iperboliche del presidente Tommaso Giulini, avevano fatto sognare tutti i tifosi di fede rossoblù
Sogni infranti, sullo scoglio della nuda e cruda realtà. "Nel 2020, anno del centenario, avremo il nuovo stadio, costruito sulle ceneri del vecchio
Sant'Elia, e la squadra disputerà le coppe europee". Questa più o meno la dichiarazione che fece il presidente
rossoblù. Oggi, tutti sappiamo cosa è successo. Il Cagliari, in questo periodo, non ha mai disputato nessuna coppa europea. E lo stadio? Beh in questo caso è andata pure peggio. Il vecchio Sant'Elia non è ancora stato buttato giù, ed il nuovo è una
chimera.
Al momento è nato uno stadio provvisorio, da circa 16 mila posti. La
Unipol Domus, che pare uno stadio Playmobil, costruito con tubi innocenti e una tribuna fissa. In parole povere, la stessa struttura che costruì
Massimo Cellino a Quartu Sant'Elena. Contestata, smontata, e solamente traslata al fianco del vecchio Sant'Elia. Insomma una serie di eventi, promesse mai mantenute, ed altre questioni, che di fatto hanno portato ad una situazione che ha del tragicomico. Nei giorni scorsi,
CalcioStyle, ha avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere, con l'ex arbitro Carlo Longhi, oggi, tra le altre cose, ingegnere facente parte della Commissione Impianti Sportivi della FIGC.
Circa il futuro stadio del Cagliari ha detto che, probabilmente non vedrà mai la luce. Trenta milioni di euro, di soldi pubblici, in questo momento storico, sarà praticamente impossibile reperirli, e quindi si continuerà a giocare in questo impianto, che alla fine, non sarà più provvisorio, ma definitivo. Insomma, i tifosi del Cagliari, dovranno assistere alle gare della propria squadra del cuore, in questo impianto sportivo, diciamo non proprio definitivo, sperando in un futuro migliore.