Atalanta-Juventus 1-1, un gol di Kalulu illude i bianconeri, che subiscono il pareggio di Retegui nel finale. Per la Dea e' il terzo pareggio di fila. Le pagelle orobiche.
MATEO RETEGUI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Carnesecchi 7: allunga il suo periodo positivo e anche al cospetto dei bianconeri salva la Dea da una sconfitta che avrebbe lasciato conseguenze.
Scalvini 6: il coraggio e la determinazione gli consentono di tenere sempre alta concentrazione e giri del motore (dall'81' Hien sv).
Djimsiti 6: niente di particolarmente difficile da evidenziare, vive 90' di sicurezza.
Kolasinac 6: ammonito nel finale, sarà squalificato contro il Napoli. La sua esperienza sarebbe stata utilissima contro Conte.
Zappacosta 6: la lucidità e la corsa ci sono, anche se potrebbe fare di più e avere maggiore coraggio (dal 66' Bellanova 6,5: entra nell'azione del gol di Retegui).
De Roon 6,5: nella ricerca del pareggio, spinge il suo baricentro ancora più avanti.
Ederson 6,5: il suo contributo serve soprattutto in queste partite, quando serve la pelle dura per contrastare la mediana bianconera.
Ruggeri 6: bene soprattutto nel secondo tempo, cresce alla distanza e viene sollecitato, alla ricerca nei tre punti, nel finale.
Pasalic 6: pochi inserimenti ma tanto sacrificio. Risulta meno utile alla Dea in fase offensiva, e per questo non lo si vede molto davanti ma, quando lo fa, sfiora il gol di poco (dal 55: Samardzic 6,5: il suo ingresso fornisce un'opzione in più su cui appoggiarsi in fase offensiva).
De Ketelaere 5: spento e apatico, quasi con la luna storta. Forse una delle peggiori partite stagionali disputate dal folletto belga (dal 66' Retegui 7: scalza Thuram e sale da solo in vetta ai cannonieri con il gol da rapace che vale il pari).
Lookman 6: prova a fare il diavolo a quattro, come è nelle sue corde, ma non gli riesce di essere bruciante come nelle serate migliori (dall'81' Zaniolo sv).
Gian Piero Gasperini 6: sembrava una partita stregata, ma alla fine la Dea si salva con il terzo pareggio di fila. E' evidente che manchi lo smalto ammirato fino a un mese e mezzo fa, ma comunque arriva l'imbattibilità.
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Il prato del Gewiss Stadium si prepara ad accogliere un incrocio d'alta quota e di grande tensione per la classifica nel turno di Serie A. L'Atalanta ospita il Parma in una sfida che mette in palio punti pesantissimi per entrambe le compagini. I nerazzurri di Maurizio Sarri arrivano all'appuntamento in piena emergenza, costretti a fare a meno di quasi una decina di elementi tra infortuni e problemi di organico; dall'altra parte i ducali si presentano a Bergamo con diverse novità tattiche studiate per sorprendere e dare continuità al proprio percorso.
Il prato del Mapei Stadium si prepara ad accogliere un incrocio di grande spessore e ricca posta in palio per il turno di Serie A. Il Sassuolo di Alberto Aquilani ospita la Fiorentina guidata da Paolo Vanoli in una sfida che promette scintille, tatticismi e giocate di qualità. I neroverdi cercano solidità e riscatto puntando sull'esperienza dei propri leader, mentre i viola arrivano all'appuntamento con l'intenzione di dare continuità alle proprie prestazioni, pur valutando qualche mossa mirata nella formazione titolare.
Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.