L’Atalanta ha chiuso il bilancio del 2024 con un utile di 9,8 milioni di euro, il nono anno consecutivo in positivo per il club bergamasco, un risultato che si basa su ricavi complessivi di 242 milioni di euro.
Questo valore è vicino al record storico del
club, e gran parte del successo è attribuibile alle
plusvalenze generate dal calciomercato, che nella stagione 2023/24 hanno raggiunto un picco di
70,9 milioni di euro.
La principale operazione che ha contribuito a questo risultato è stata la cessione di
Rasmus Hojlund al Manchester United, che ha garantito all’Atalanta una plusvalenza di
53,2 milioni di euro, la più alta nella storia della società.
Questo dato supera di gran lunga precedenti plusvalenze record, come quelle derivanti dalla cessione di
Kulusevski alla Juventus (34,3 milioni) e di
Romero al Tottenham (33,8 milioni).
La top 5 delle cessioni più profittevoli include anche
Gosens all’Inter e
Diallo al Manchester United, con tutte le dieci principali operazioni realizzate sotto la gestione di
Gian Piero Gasperini.

Complessivamente, le plusvalenze ottenute durante l’era
Percassi hanno superato il mezzo miliardo di euro, attestandosi a
508 milioni di euro dal 2010 al 2024 e rappresentando il 26% dei ricavi totali del club, che ammontano a
1,93 miliardi di euro.
Nella stagione 2023/24, oltre alla cessione di Hojlund, sono state rilevanti anche altre operazioni come quelle di
Latte Lath al Middlesbrough (5,1 milioni),
Maehle al Wolfsburg (4,2 milioni),
Zapata al Torino (3,7 milioni) e
Colley allo Young Boys (oltre 1,5 milioni), tutte operazioni che hanno contribuito a mantenere i conti in positivo.
L’Atalanta, dunque, continua a essere un modello di sostenibilità economica e crescita grazie a una strategia di valorizzazione e cessione dei propri talenti, mantenendo un equilibrio tra competitività sportiva e risultati finanziari solidi.