Il calciatore del Bologna Santiago Castro, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni de La Gazzetta Dello Sport, relative alla sua esperienza in rossoblù.
L'attaccante argentino classe 2004 del
Bologna Santiago Castro, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de
La Gazzetta Dello Sport dove ha parlato della sua esperienza nel club felsineo, del rapporto che ha con i calciatori argentini di
Serie A e di altre varie tematiche legate al club rossoblù.
Bologna, le parole di Castro

Di seguito le dichiarazioni dell'attaccante argentino del
Bologna Santiago Castro, rilasciate ai microfoni de
La Gazzetta Dello Sport, relative a varie tematiche legate al club rossoblù:
"Se assomiglio a
Tevez per spirito e garra? Un po' sì, forse avete ragione... Carlos è sempre stato un idolo, un modello: ma lui è lui eh... Otto mesi fa mi volevano in tanti, ma scelsi i rossoblù:
Di Vaio e
Sartori mi fecero sentire in un abbraccio, importante".
Qui la chiamano Lautarito, perché?
"Arrivo a
Bologna, mi presento e dico che uno dei miei riferimenti è
Lautaro Martinez, un ragazzo e un giocatore al quale sono stato accostato in Argentina e che ho sempre ammirato oltre a
Julian Alvarez.
Così, poco dopo, mi arriva un messaggio: 'Benvenuto in Italia e di qualsiasi cosa avrai bisogno sappi che ci
sono', firmato Lautaro. Tanti giocatori argentini che giocano qui mi hanno mandato messaggi.
Tutti amici e nell’Udinese rivedrò
Nehuen Perez e
Giannetti... Il suo messaggio, di Lautaro intendo, é stato velocissimo. Quando abbiamo incontrato l’Inter, beh, ci siamo scambiati la maglia. Un onore".
Il suo gol contro la Juventus è un gol da predestinato.
"E ancora io e
Urbanski ci ridiamo sopra perché all’inizio lo diedero a lui, ma io esultavo come un pazzo: infatti era mio...".