Ai microfoni di Videolina è intervenuto il sindaco di Cagliari Truzzu. Si è espresso riguardo agli episodi di razzismo avvenuti nei confronti di Maignan e Tomori.
Nello specifico
Nell'ultima sfida di campionato disputata dal
Cagliari contro il
Milan, si è verificato l'ennesimo episodio di
razzismo nei confronti di alcuni giocatori rossoneri.
Maignan e
Tomori sono state le nuove vittime da parte del pubblico di casa, non nuovo a questo trattamento vergognoso. A fine partita infatti si è anche scatenato un parapiglia con i giocatori di entrambe le squadre nei pressi del centrocampo, forse proprio per questo motivo. Sull'accaduto è intervenuto il primo cittadino di
Cagliari,
Paolo Truzzu, a distanza di qualche giorno, intervistato da
Videolina.
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Le parole del sindaco
Truzzu sostiene che
Cagliari non è assolutamente una città razzista e condanna questa idiozie. Il suo pensiero è quello di non dare importanza a queste persone evitando così di fare il loro gioco.
Cagliari è una città accogliente che ha sempre dimostrato grande generosità e disponibilità e non è corretto generalizzare una tifoseria ed un popolo. Sostiene di andare avanti con tanti esempi positivi sia per la città sia per la società stessa. Bisogna sostenere i valori e i princìpi di uno sport e di un tifo sano. Non ci deve essere posto per comportamenti del genere.
I precedenti
Purtroppo non è la prima volta che la curva rossoblù si rende protagonista di questi episodi deprecabili dato che già in passato episodi simili si erano riproposti. Il primo con
Mario Balotelli già nel 2009, quando ancora vestiva la maglia dell'
Inter. Successivamente si passa a
Romelu Lukaku nel 2019 ancora in maglia nerazzura. Infine, ancora nel 2019 contro la
Juventus, nei confronti di
Matuidi e
Kean che esultò provocatoriamente proprio sotto la curva di casa dopo una sua rete.