I match di oggi di Serie A sono stati rinviati per la morte di Papa Francesco. Ma se programmi match a Pasqua e Pasquetta dov'è il rispetto verso la Chiesa?
La
Serie A si ferma per la morte di
Papa Francesco.
Nella prima mattinata di lunedì 21 aprile il cardinale
Kevin Farrell ha annunciato la morte del Santo Padre.
Serie A, il CONI ha comunicato la sospensione di tutte le attività sportive.
"Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, invita le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a sospendere tutte le attività sportive previste nella giornata odierna e a far osservare un minuto di silenzio nelle manifestazioni agonistiche in programma in Italia nel resto della settimana, per piangere la scomparsa del Santo Padre Francesco e onorarne la memoria".
Una decisione che però deve essere valutata dalla radice e porsi un quesito di base: perché programmare match in giorni di festa e poi sospendere per lutto?
Abbiamo sempre assistito a turni di campionato Pasquali giocati interamente di sabato. Questa volta avete voluto spezzare il campionato sabato, domenica di Pasqua e lunedì di Pasquetta. E i tifosi ora? L'anima di tutto il calcio, sono sempre loro a rimetterci.
Ma tanto questo aspetto alle istituzioni non sembra essere essenziale.
A questo punto però non programmate partite o qualsiasi attività che quest'oggi è stata rinviata nei giorni di festività religiose.