Il Como colleziona la seconda sconfitta di fila, contro la Roma dopo quella con l'Inter, e resta nuovamente a secco di punti. La classifica però sorride ancora.
La squadra di Fabregas esce a testa alta dall'Olimpico ma senza punti. Alcuni episodi hanno condizionato la partita e in campo non si è visto il solito gioco frizzante dei lariani.
Como, Fabregas è tranquillo: "Miglioreremo ancora, sia io che la squadra"
Una gara giocata su ritmi elevati sin dai primi minuti, che hanno costretto gli ospiti a intensificare il pressing offensivo ma allo stesso tempo soffrire quello uomo su uomo voluto da Gasperini. La prima vera sliding door della partita arriva intorno al 30' con il cambio forzato di Diao, causa infortunio.
La scelta di un tridente leggero dal 1' ha influito anche sul baricentro della squadra, che nel secondo tempo con l'ingresso di Douvikas (entrato proprio al posto del senegalese) ha conquistato campo e creato maggiori pericoli dalle parti di Svilar.
Per ammissione dello stesso Fabregas tuttavia, è stata la classica partita fisica dove: "O hai tanta qualità e fisicità come loro e vai in porta uno contro uno contro il portiere, oppure se iniziano loro a vincere i duelli è una partita che si può aprire perché c'è movimento, c'è mobilità e chi recupera palla può fare transizioni".
Dunque anche per via della continua ricerca dall'altra parte di contrasti, situazioni di uno contro uno e transizioni più rapide, la solita strategia offensiva del Como non ha avuto effetto. Il gol di Wesley poi ha destabilizzato ancor di più lo stato psicologico della squadra che, nonostante ci fosse ancora una mezz'ora buona per provare a riprenderla, non è riuscita a trovare la giocata giusta per andare in porta.
Dopo l'Inter il tecnico spagnolo ha spiegato che tra le due squadre c'è stato un gap incolmabile attualmente, citando la prestazione di Dimarco e Bastoni del loro giocare a memoria per sottolineare quanta strada debba ancora fare la sua squadra per arrivare a certi livelli. Tuttavia è da elogiare anche quanto fatto fino a questo punto, dalla Serie B alla stabilità fra le prime 10 (o anche 7) della Serie A.
CESC FABREGAS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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