Domani si gioca Cremonese-Roma, negli anni '90 una sfida interessante è quella del 1989/90, decisa da una rete di Rudi Voeller allo Zini.
Domani allo Zini è di scena Cremonese-Roma, tra le sfide giocate negli anni '90 va segnalata quella della stagione 1989/90, vinta dai giallorossi per 1 a 0 con stoccata vincente del grande
Rudi Voeller.
Cremonese-Roma 1989/90, la sfida dello Zini decisa da Voeller, ai giallorossi la Coppa UEFA ai grigiorossi la Serie B
Domani allo Zini un grande match, Cremonese-Roma, con i locali che vogliono riscatto dopo due sconfitte consecutive e i giallorossi lanciati verso lo scudetto. Negli anni '90 tra le varie sfide, si segnala quella della stagione 1989/90, giocatasi il 14 aprile
1990, che vide la vittoria dei giallorossi per 1 a 0 con la rete del mitico
Rudi Voeller. Una sfida che segnò il destino delle due squadre: quella di
Radice ottenne il pass per la Coppa UEFA, mentre quella di
Burgnich la retrocessione in Serie B.
Partita senza dubbio tattica quella imposta dall'ex terzino dell'Inter, con l'intento di strappa il pareggio per le residue speranze di salvezza, mentre la
Roma cercò in tutti i modi di trovare i 2 punti per restare in corsa all'Europa. L'ex tecnico di Torino e Milan affidò tutti alle due due punte
Rizzitelli e Voeller, la Cremonese impostò la partita proprio per cercare il pareggio. Questo atteggiamento così difensivista non piacque al presidente
Luzzara, che a fine partita ne disse di tutti i colori alla sua squadra, tanto che affermò che la retrocessione era più che meritata. Il gol vittoria lo mise segno
Voeller al 81' minuto, rompendo l'argine lombardo. Per
Radice furono 2 punti importanti, che valsero l'accesso alla Coppa UEFA successiva.
Per
Tarcisio Burgnich fu il capolinea della su carriera da tecnico, si anche per altri 10 anni sedette in panchina ed anche di nuovo in quella grigiorossa, ma questa sconfitta fu davvero molto pesante, compresi gli strascichi di post-partita che
Luzzara lanciò a lui ed ai suoi giocatori, quando ancora nel calcio esistevano presidenti che non avevano remora dirne quattro a tecnico e giocatori.