Viste le loro prodezze, potremmo chiamarli 'Sant Bart' e 'San Pietro'.
Bartlomiej Dragowski e
Pietro Terracciano, uno titolare e l'altro riserva, sono, in questo momento, due delle poche
certezze su cui può puntare la
Fiorentina (non dimentichiamoci, infatti, anche dell'ottimo momento di forma di Milenkovic, Biraghi e Castrovilli). Iachini non riesce ancora a dare un gioco ai suoi e ne sono dimostrazione anche i risultati che non arrivano, con la squadra viola spesso aggrappata alle individualità dei singoli, soprattutto per quanto riguarda i portieri.
Firenze, come da tanto non accadeva,
è finalmente tornata in mani sicure.
Dragowski, senza di lui meno punti
Senza il tecnico ascolano, probabilmente, dopo sei partite avremmo avuto più punti, ma guardiamo la realtà:
Beppe c'è e fortunatamente anche Dragowski. Sì, perché
senza il polacco i viola avrebbero avuto 5 punti in meno.
Contro chi? Innanzitutto contro il Torino, in cui è bastata una parata su Berenguer per tenere il punteggio ancora sullo 0-0 (1-0 il risultato finale e 2 punti guadagnati) e poi contro l'Udinese, dove sono stati fatti tre interventi di grande livello (3-2 il risultato finale e 3 punti guadagnati, eppure poteva benissimo concludersi 3-4). Ieri sera, contro la Roma, il numero 69 viola non è riuscito ad aiutare la squadra nel portare a casa un risultato positivo ma ha comunque evitato un passivo molto più pesante.
Che dire, fino ad ora veramente molto bene per un portiere che spesso riesce ad essere decisivo anche con un solo salvataggio a partita e questa è una prerogativa dei grandi numeri 1.
Terracciano una sicurezza
Come faccia uno con le sue qualità ad essere il secondo della Fiorentina non lo sappiamo, fatto sta che finché è qui ce lo godiamo. Dopo lo splendido finale di stagione dello scorso campionato,
Terracciano si è ripetuto in Coppa Italia salvando i suoi compagni da una figuraccia contro il Padova confermandosi una sicurezza e regalando, di fatto, ai toscani il passaggio al quarto turno della competizione.