Fiorentina, Belotti arrivato a fine gennaio dalla Roma non è riuscito ad invertire la tendenza della poca prolificità delle punte viola.
Quando è arrivato a gennaio, visti i numeri degli ultimi anni, nessuno si aspettava il bomber che aveva fatto esultare decine di volte il popolo granata, ma neanche un attaccante che riuscisse a fare peggio addirittura di
Piatek, Jovic, Cabral, Nzola e Beltran, tutti risucchiati come in una voragine negativa, dentro un sortilegio legato al dopo Vlahovic.
L'impegno, la voglia, la garra di
Belotti c'è ancora tutta, magari c'è meno esplosività rispetto ai tempi migliori, ma
l'unico gol a tabellino con la maglia viola dopo 3 mesi e 13 partite, è una miseria tecnica. Un gol in (quasi) mille minuti.
Dopo mille minuti, tutti gli attaccanti che lo avevano preceduto avevano segnato più di lui.
Alcune prestazioni lo hanno visto grande protagonista, prendendosi anche la standing ovation del tifo viola, altre lo hanno visto evanescente: di certo ha permesso con i suoi movimenti agli esterni di trovare qualche varco (quasi mai sfruttato...), ma quel che conta per un attaccante è il solo gol realizzato.
Domani probabilmente il
Gallo partirà dalla panchina nella sfida contro il
Genoa, Italiano spera di averlo al massimo per il ritorno di Conference giovedì prossimo, poi starà a Belotti dimostrare di poter chiedere una conferma in maglia viola anche la prossima stagione: convincere la dirigenza di essere un attaccante su cui puntare anche con la prossima guida tecnica.