Fiorentina - Il cantiere, i conti che non tornano e il rischio esclusione dal progetto stanno portando guai seri in casa Viola. Commisso chiede garanzie, mentre la sindaca Funaro vola dalla UEFA per salvare la candidatura a Euro 2032.
Lo stadio Franchi, ridotto a un cantiere polveroso tra blocchi di cemento e transenne, è lo specchio della crisi che sta attraversando la Fiorentina. La Curva Fiesoleè chiusa da mesi, e la squadra — ultima in classifica — vive un momento complicatissimo dentro e fuori dal campo. Intanto si accende lo scontro politico–sportivo tra il club e il Comune di Firenze, sempre più distanti sul futuro dell’impianto.
La società viola chiede chiarezza. L’ultimatum arriva dal direttore generale Alessandro Ferrari: serve un accordo entro dicembre, altrimenti la Fiorentina è pronta a sfilarsi dal progetto. A far esplodere la tensione è stato l’annuncio della sindaca Sara Funaro del 22 ottobre. I lavori della Curva Fiesole slitteranno dai previsti agosto 2026 ai primi mesi del 2027. Una notizia accolta con irritazione dal club, che denuncia ritardi, mancanza di garanzie strutturali e un danno economico crescente.
Le perdite della Fiorentina
Sulle perdite si apre un nuovo fronte. Per Ferrari il club rischia di rinunciare a circa 9 milioni l’anno tra biglietti, sponsor, servizi e merchandising. Ma secondo il Corriere Fiorentino e il bilancio ufficiale, il calo da biglietteria si aggirerebbe intorno ai 2-3 milioni, condizionato anche dalla minor partecipazione alle coppe. La riduzione del canone d’affitto e di alcuni costi operativi attenuerebbe ulteriormente l’impatto economico, che resta però un problema sul lungo periodo.
MOISE KEAN E STEFANO PIOLI ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )
Le incertezze non finiscono qui perché preoccupa l’ipotesi di giocare per sei mesi lontano dal Franchi, come pure la mancanza di certezze sugli spogliatoi, sugli spazi commerciali e sulle potenziali entrate future. Per questo il cronoprogramma è considerato cruciale dal club di Commisso, che non esclude un investimento diretto da 50-60 milioni in cambio di maggiori garanzie e controllo sui lavori. Ma per ora le proposte del Comune sono giudicate troppo vaghe.
L'alternativa del Comune
Palazzo Vecchio, dal canto suo, confida ancora nella partecipazione della Fiorentina. Se il club dovesse però sfilarsi, il Comune punterebbe sulla candidatura del Franchi per Euro 2032, così da ottenere 25 milioni del fondo ministeriale per gli stadi strategici, da integrare con mutui e contributi regionali. Una strada percorribile, ma non priva di rischi: l’intero equilibrio finanziario dipende proprio dal cronoprogramma, elemento che desta attenzione anche in UEFA.
Per questo la sindaca Funaro volerà a Nyon per incontrare Aleksander Ceferin e presentare, insieme ai progettisti di Arup, le garanzie tecniche sullo stato dell’opera. Il tempo stringe e la frattura con la Fiorentina resta profonda. Senza un’intesa entro dicembre, il futuro del Franchi e quello del club potrebbero imboccare strade molto diverse.
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