Arthur Cabral non si è ancora "preso" la Viola: anche domenica contro l'Hellas Verona non è entrato e con il Bologna potrebbe essere ancora panchina.
Domenica scorsa nel momento di maggior sforzo degli undici gigliati, che provavano ad abbattere il muro scaligero nella ripresa, al momento della sostituzione di Piatek è stata una sorpresa per tutti l'entrata di Nico Gonzalez anziché di Cabral.
La sensazione che Italiano volesse attaccare di fioretto anziché di sciabola... Sensazione confermata da Italiano nel dopo gara: «Cercavo la profondità, pensavo di poter colpire in quel modo sfruttando la velocità di Gonzalez».
A parziale discolpa di Cabral un lieve affaticamento muscolare, niente di grave, ma tanto da tenerlo fuori praticamente sia con la Juve che con il Verona, dopo la rete realizzata a Sassuolo che sembrava aver portato una svolta per il bomber arrivato con tante speranze da Basilea.
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Cabral, ritardo di condizione
L'affatticamento è la conseguenza di un periodo di stress fisico per il brasiliano. Arrivato a fine gennaio in Viola con un importante ritardo di condizione. Lo staff tecnico sta lavorando con lui in maniera importante per rimetterlo in pari con i compagni. Del resto i ritmi del campionato italiano sono sicuramenti differenti da quelli svizzeri, e un dazio da pagare nel passaggio per Cabral era prevedibile.
Italiano, come dimostrato con Ikoné, vuole che i suoi giocatori siano pronti e ben inseriti nel contesto prima di dargli totale fiducia, ma è evidente che dopo un mese dall'arrivo a Firenze, qualcosa di più da Cabral, solo 141 minuti in campo, qualcosa di più ci si aspettasse. Sia il tecnico che la tifoseria viola.
Per domenica contro il Bologna la sensazione che sarà ancora Piatek il riferimento in attacco, aspettando il vero Cabral.







