Fiorentina, incubo Pioli: eguagliato il peggior start dell’era Commisso

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Fiorentina, incubo Pioli: eguagliato il peggior start dell’era Commisso
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Dopo 4 giornate la Fiorentina è ancora a secco di vittorie. Il confronto con il passato alimenta dubbi e riflessioni sul presente. La Viola è partita come peggio non si poteva, o quasi. Dopo le prime 4 giornate di campionato la classifica parla chiaro: zero vittorie, poche certezze, tanta confusione. Un dato numerico, in particolare, toglie ogni alibi, con Stefano Pioli che ha raccolto lo stesso misero bottino che un tempo toccò a Vincenzo Montella, diventando così protagonista – suo malgrado – del peggior avvio di campionato dell’era Commisso.

La Fiorentina di Palladino era davvero così male?

Per rendere ancora più evidente la portata di questo passo falso, basta guardare indietro di appena un anno. La Fiorentina guidata da Raffaele Palladino, allenatore contestatissimo e mai del tutto amato a Firenze, non aveva certo incantato in avvio. Eppure, pur tra mille difficoltà, era riuscita a strappare almeno tre punti nelle prime quattro uscite, uno in più rispetto a quanto fatto dall’attuale squadra di Pioli. Un margine minimo, ma sufficiente per ridisegnare la percezione di un progetto.
Fiorentina
L’URLO DI RAFFAELE PALLADINO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Oggi, inevitabilmente, quel paragone torna d’attualità. In molti tifosi si insinua un pensiero: Palladino era davvero così inadeguato, o forse il suo lavoro merita una rivalutazione alla luce delle difficoltà odierne? Non è escluso che nei prossimi giorni, se i risultati non arriveranno, il dibattito attorno al rendimento della squadra e alla gestione tecnica possa farsi ancora più aspro. La sensazione generale è che la Fiorentina fatichi a trovare un’identità chiara. Il cambio di guida tecnica non ha portato quella scossa sperata, e anzi la squadra sembra impantanata negli stessi limiti già emersi in passato: fragilità difensiva, poca incisività in attacco, difficoltà a reggere mentalmente le partite complicate. Un mix che, a questo punto, inizia a pesare anche sul morale dei giocatori e sulla fiducia dell’ambiente. Certo, la stagione è appena cominciata e ci sono margini per rialzarsi. Ma i numeri restano impietosi, e la storia recente del club suggerisce che i falsi partenze possano trascinarsi a lungo, condizionando ambizioni e obiettivi.
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