Alla Fiorentina, Moise Kean è letteralmente rinato. E ha citato il Paradiso di Dante Alghieri parlando della sua permanenza a Firenze al Corriere della Sera.
I numeri parlano chiaro: in questa prima metà stagione alla Fiorentina, Moise Kean ha già raggiunto quota 15 gol dopo una stagione bianconera di totale digiuno.
Fiorentina, l'intervista a Moise Kean
Il giocatore spiega così al Corriere della Sera il cambiamento che ha vissuto: "A Torino ero precipitato nel buio. A Firenze sono tornato a rivedere le stelle.
L’anno scorso gli infortuni hanno pesato tantissimo e mi hanno condizionato. Ho perso tante belle occasioni, compresa la possibilità di andare all’Atletico Madrid.
È stato un anno difficile, soprattutto dal punto di vista mentale. Firenze mi ha fatto rinascere. L’ho scelta perché mi assomiglia, è ambiziosa come me. È anche per l’orgoglio della sua gente per i propri colori. Firenze è calda e passionale e ha avuto, nella sua storia, grandi attaccanti. Vlahovic mi ha incoraggiato".
RAFFAELE PALLADNO ( FOTO KEYPRESS )
Sul tecnico Raffaele Palladino
"Anche lui è ambizioso. Mi voleva già al Monza lo scorso gennaio, ma non è stato possibile. È una grande persona, per me più di un allenatore".
Sul malore che ha colpito Edoardo Bove
"Quella domenica mi è passata la vita davanti. Edo era vicino a me, mi sono spaventato tantissimo quando è crollato. Per fortuna adesso è passato. Lo abbiamo abbracciato e coccolato, siamo un gruppo unito, ci vogliamo bene".
Sul Viola Park
"Il Viola Park è qualcosa di meraviglioso. Perfetto per lavorare. In un ambiente così non puoi che fare bene. Quest’anno ho ottime sensazioni, stiamo facendo un bel percorso. Abbiamo fame e non ci vogliamo fermare".
Sulla partita contro la Juve
"Nessun astio. Se non avessi scelto di andare alla Juve, oggi non sarei qui e non avrei fatto questo tipo di carriera”.
COLOGNE, GERMANY - 27 May, 2023: Thomas Tuchel. The football match of Bundesliga 1. FC Koeln vs FC Bayern Munich. at Rhein Energie Stadion
Sugli allenatori con cui ha lavorato
"Quello che mi ha dato di più è stato Tuchel al Paris Saint Germain. Quando si è fatto male Icardi, ha chiesto di me e ero scioccato all’idea di andare in una squadra con così tanti campioni.
Tuchel mi ha fatto subito debuttare e all’intervallo, dopo un primo tempo così e così, è venuto da me per incoraggiarmi. Alla seconda partita, la prima al Parco dei Principi, l’ho ripagato con una doppietta. Lui mi ha dato sempre fiducia e mi ha insegnato a amare una grande città come Parigi. La fiducia di un allenatore è tutto. La cosa più bella del calcio. La stessa fiducia che mi sta dando adesso Palladino”.
Sulla Nazionale italiana
"La Nazionale è un onore e essere in competizione con Mateo mi motiva ancora di più. L’Italia l’ho scelta perché sono nato qui ed è giusto rappresentare il Paese in cui sei nato. Anche se il mio sangue è ivoriano e non lo dimentico".
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