Il centrocampista della Viola - nonché ex Juventus - Rolando Mandragora ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, in cui ha discusso del rendimento della sua stagione.
A seguire
l'intervista completa
Le parole di Mandragora
LA SFIDA COL REAL BETIS
"Il Betis è uno scoglio difficile, hanno palleggio e individualità. Andiamo in uno stadio da 60 mila spettatori. Ma siamo ambiziosi, abbiamo mentalità e cuore."
LE RETI
"I gol sono l'evoluzione, la maturità. Mi sto riprendendo quello che gli infortuni brutti, ginocchio e piede, mi hanno tolto e non cerco alibi. Palladino mi da libertà, posso tirare e inserirmi, ma serve rapidità, mai perdere un tempo di gioco."
LA STAGIONE
"Non avevo iniziato male, ma ho avuto l'infortunio al ginocchio sinistro, la squadra ha vinto le famose otto partite di fila e ho dovuto recuperare. Ringrazio tanto lo staff medico. Lo merita. Di loro si parla poco."
LA JUVE
"Ebbi gli infortuni, due operazioni in un anno e non ero pronto. Mi sono messo in gioco sia a Pescara che a Crotone che a Udine, dove ho fatto il primo salto e sono cresciuto. La cifra del mio acquisto fece sensazione, le aspettative erano altissime, ma non ero uno che buttava giù le porte da solo: giocai con tutti e quattro gli allenatori, poi mi ruppi il crociato. Ma anche il Toro ha avuto grande importanza nella mia carriera, in granata ritrovai anche la Nazionale, che ora è un obiettivo. Davide Nicola, che avevo già avuto a Udine, mi fece capitano per la prima volta in A. Soprattutto a livello umano è speciale"
