La Fiorentina sta attraversando una stagione caratterizzata da alti e bassi. Una certezza che ha trovato Palladino è quella dei 3 palleggiatori a centrocampo.
La squadra toscana sta attraversando una stagione con dei picchi altissimi, come il raggiungimento della semifinale di
Conference League e le vittorie interne contro squadre come
Inter,
Juventus,
Atalanta, ma anche dei periodi dove le cose non vanno come l'ambiente vorrebbe. Una soluzione tattica ed innovativa che ha adottato il tecnico della
Fiorentina per cercare di avere una maggiore continuità di risultati, è quella di mettere 3 palleggiatori in mezzo al campo.
Fiorentina, tenere il possesso per rischiare di meno
Il centrocampo per definizione è formato da un regista davanti alla difesa che gestisce il gioco e detta i ritmi della partita, un recupera palloni che lotta, corre e fa il lavoro sporco per la squadra e magari una mezz'ala di inserimento, che aggiunge gol e assist a quelli degli attaccanti.
Palladino ha in parte rivoluzionato questo pensiero tradizionalista o quantomeno lo ha trasformato: ha messo al centro della sua squadra 3 giocatori che per caratteristiche sono degli ottimi palleggiatori, come
Mandragora,
Fagioli,
Cataldi o
Adli, fornendo loro dei compiti che vanno un pochino a colmare le caratteristiche fisiche o d'inserimento, che si perdono nel momento in cui si rinuncia a giocatori come
Folorunsho o come
Richardson.
Lo stesso Mandragora ha in primis delle funzioni di palleggio, ma in questo modo di giocare, è più propenso all'attacco della profondità e lo testimoniano i 5 gol messi a segno in Conference League. Questo modo di giocare consente alla Viola di mantenere un possesso palla più alto, rischiare meno in fase difensiva e dettare il ritmo della gara.
