L'ex capitano partenopeo, Marek Hamsik, ha parlato a Repubblica del suo futuro e del legame indissolubile con la città e il club.
Marek Hamsik non ha mai smesso di essere un simbolo per il
Napoli e per i suoi tifosi. Dal
2007 al 2019, il centrocampista slovacco ha scritto pagine indelebili della storia azzurra, disputando
520 partite e segnando
121 gol, record che lo hanno consacrato come uno dei più grandi di sempre nella storia del club.
Oggi, a quattro anni dal suo addio,
Hamsik guarda al
futuro con un sogno preciso:
diventare allenatore. Lo ha rivelato in un'intervista a
La Repubblica , in cui ha parlato del suo attuale percorso a
Coverciano, dove sta frequentando il corso per ottenere il patentino da allenatore.
A seguire un breve estratto della sua intervista.
Le parole di Hamsik
CORSO DA ALLENATORE
A giugno finirò il mio corso a Coverciano e a settembre spero di prendere il patentino. Mi entusiasma la carriera di allenatore, è il mio futuro. La panchina è stata un amore a prima vista".
ALLEGRI LO VOLEVA AL MILAN
"Era il 2012, Allegri stravedeva per me, tant’è che poi provò a portarmi pure alla Juve. Non se ne fece nulla, ma non ho rimpianti".
NAPOLI SENZA COPPE EUROPEE
"Paga gli errori della stagione scorsa, ma in campionato il Napoli sta facendo benissimo, con Antonio Conte. Seguo la
Serie A e spero che gli azzurri possano arrivare fino in fondo, magari di nuovo allo scudetto, anche se per il momento la classifica è ancora parecchio equilibrata".
MARADONA
"Sono già passati 4 anni dalla sua morte e non manca soltanto ai napoletani, per cui Diego era e resta una divinità. Io in maglia azzurra ho giocato oltre 500 partite e so quanto Maradona sia ancora adorato, a Napoli: la mia seconda casa. Tutto il mondo del calcio ha perso tanto, però. Appena ritorno vado al murales, ci vediamo presto".