Karol Swiderski, attaccante dell'Hellas Verona, ha parlato del suo futuro e della lotta salvezza ancora aperta. Ha raccontato dei primi contatti coi gialloblu.
Hellas Verona, le parole di Swiderski
Arrivo in Italia a gennaio
"Ero un po' in ansia, il mio agente mi diceva che
qualcosa sarebbe successo di sicuro. E due-tre giorni prima della fine del mercato
mi ha chiamato l'Hellas. Sicuramente è una bella esperienza, in uno dei campionati più importanti al mondo. Penso che ogni allenamento, ogni minuto in
Serie A mi renda un giocatore migliore".
Come è andato l'ambientamento?
"All'inizio avevo parlato con
Dawidowicz, ma lui abita 30 chilometri fuori Verona, vicino al centro sportivo, mentre io in pieno centro.
Mi sono occupato da solo di appartamento e auto,
Duda e
Suslov mi hanno aiutato molto dato che
parlano polacco. Mi hanno aiutato con il numero di chi noleggiava l'auto, con internet, la tv e i recapiti della signora dell'appartamento.
Sono grato a loro".
Credete nella salvezza?
"Nel ritiro della Polonia c’erano molte battute e provocazioni. Scherzavamo con
Bereszyński dicendo che ci saremmo visti allo spareggio.
Spero comunque che il nostro gruppo riesca a uscire dalla zona retrocessione. Lascio che siano gli altri a preoccuparsi anche se non sarà facile, perché lì siamo davvero in tanti".
Swiderski, Cosa le riserverà il futuro?
"Fino al termine della stagione
sarò un giocatore dell'Hellas, per me la cosa più importante è rimanere in
Serie A. Di cosa sarà dopo, non ci penso. Spero di poter aiutare la squadra, molto del futuro
dipenderà da quanti altri gol segnerò in questi ultimi due mesi".