Hellas Verona, le parole di Zanetti
Un po’ di rammarico per com’è finito il secondo tempo? Cosa resta di questa gara?
"I punti vanno sempre accolti con gioia. Era una partita complicata contro un avversario tosto. Non abbiamo concesso praticamente nulla, nessun tiro davvero pericoloso, e creato 4-5 occasioni nitide. È mancato solo il gol. Un pizzico di rammarico c'è, ma sono contento di aver portato a casa punti importanti".
Come stanno gli infortunati?
"Ho dovuto togliere anche Sarr per un problema al ginocchio, domani farà gli accertamenti e speriamo non sia nulla di grave. Anche lì ero un po’ in emergenza, ma ho provato comunque a vincerla. Chi è entrato lo ha fatto bene. La prossima settimana recuperiamo Suslov e Niasse. Dawidowicz oggi è stato straordinario. Ragioniamo da squadra, la mentalità è quella giusta. L’obiettivo è vicino e dobbiamo crederci".
Marchetti ha un po’ acceso la partita. E vi manca forse un attaccante in più dal mercato?
"Non voglio aggiungere troppo, ma la gestione dei cartellini non mi è sembrata equilibrata e ha acceso un po’ gli animi. Lasciamo perdere. L’attaccante da doppia cifra ce l’abbiamo, è Tengstedt. Poi segnano anche altri e portano il loro contributo. Se siamo lì, è perché i gol li facciamo. È mancata un po’ di concretezza oggi rispetto alle occasioni create, ma dobbiamo continuare ad avere fiducia nei nostri giocatori".
Bradaric e Tchatchoua: che giudizio dai? E 34-35 punti bastano per salvarsi? Non essere diplomatico…
"Ma invece lo sarò (ride, n.d.r.). Abbiamo costruito il nostro destino, dobbiamo pensare solo a noi e continuare a fare punti. Bradaric è tra quelli che è cresciuto di più: ha sempre avuto una buona fase offensiva, ma ora è migliorato molto anche difensivamente. È diventato un giocatore equilibrato. Tchatchoua? Se avesse anche la precisione nei passaggi sarebbe al Manchester City. Ha un motore incredibile, e lo vedono tutti".
L’inizio stagione è stato complicato sul piano difensivo. I dati ora dicono altro: che significato hanno?
"Vuol dire che è cambiata la mentalità, la squadra sta in campo in modo diverso. Qualche problema lo abbiamo avuto, è vero, ma ora lo abbiamo sistemato. Abbiamo trovato un equilibrio, il nostro girone di ritorno è positivo e stiamo dimostrando continuità. Non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo, ma siamo sulla strada giusta".
Mosquera dà la sensazione di essere vicino all’esplosione, ma gli manca sempre qualcosa. Che ne pensi?
"Mi piace tantissimo. Sono innamorato calcisticamente di lui, perché ha margini enormi. Sta migliorando nelle prestazioni e nei dialoghi con i compagni. I gol che ha fatto non sono pochi e sono stati pesanti. Dobbiamo solo continuare a credere in lui: è al primo anno e sta seguendo un percorso di crescita".
Un altro piccolo passo, senza subire gol. È questa la chiave?
"La cosa importante non è solo non prendere gol, ma anche non concedere vere occasioni. I gol li puoi subire per un episodio, ma se non concedi opportunità vere contro una squadra come il Genoa vuol dire che hai costruito una struttura solida. Segnare è fondamentale, ma bisogna anche essere umili e accogliere ogni punto come prezioso. Ci servono per continuare il nostro cammino".







