Il Cagliari tra i tanti giocatori che son passati, può vantare la presenza di un vero capitano. Parliamo di
Daniele Conti. Il ragazzo inizia la sua carriera nella Roma, facendo tutta la trafila nelle giovanili del club giallorosso. Arriva a Cagliari molto giovane ed all'inizio
riscontra comunque dei problemi; viene infatti etichettato come il figlio di
Bruno. Uno dei più forti calciatori italiani di tutti i tempi, uno degli eroi del mondiale dell'82, ed un calciatore con una classe immensa. Per
Daniele quindi è difficile tracciare una linea propria, e discostarsi dall'etichetta di essere il figlio di.
Il Cagliari, la grande opportunità
Daniele Conti quindi a
Cagliari ha la grande opportunità di diventare un
calciatore ed un uomo vero. Come abbiamo detto, all'inizio riscontra alcune difficoltà dovute probabilmente anche alla giovane età. Pian piano però si ritaglia uno spazio importante, fino a divenire il
capitano della squadra ed una bandiera che mai nessuno potrà dimenticare. Diciassette anni con la maglia Rossoblu sono veramente tantissimi. In questi anni Daniele si toglie moltissime soddisfazioni e diventa un vero e proprio idolo dei
tifosi e della gente cagliaritana. Rinuncia infatti anche a diverse proposte da altri club pur di rimanere fedele alla maglia rossoblu.
La sua vita
Cagliari come dirà lo stesso Daniele Conti, ed ancor meglio la maglia del
Cagliari, diventerà la sua seconda pelle; tanto che oltre a diventare idolo dei
tifosi, una volta appese le scarpette al chiodo, diventa dirigente della squadra rossoblu. Un punto di riferimento importantissimo per tutti,
infatti a Cagliari tutti amano Daniele Conti, e ancora oggi lo vede per strada, lo ferma solo per salutarlo. Come lui a Cagliari c'è solo
Gigi Riva, un mito inarrivabile per tutti. Daniele Conti però dopo il mitico bomber di Leggiuno, è il calciatore più amato dai tifosi Rossoblu. Un vero mito che incarna perfettamente tutte le qualità dei sardi. Una delle sue frasi mitiche: «La mia Nazionale è stata sempre il Cagliari. Sono legato troppo a questa maglia e il resto non mi interessa.» Parlando con il padre Bruno ci disse infatti, che
Daniele anche quando torna a Roma, dopo qualche giorno non
vede l'ora di tornare nella "sua" Cagliari, perché ormai è la sua vita.