Il futuro di Zlatan Ibrahimovic si deciderà al suo rientro in Italia. Attualmente l'attaccante del Milan si trova nel suo paese originario, la Svezia, per allenarsi con l'Hammarby, squadra di cui detiene una quota in azioni. Ma una volta rientrato a Milano, dovrà confrontarsi con la società per decidere il suo futuro. Difatti, al momento, il trentottenne non ha la certezza di restare in rossonero.
I perché di un addio
Le motivazioni alla base di questa possibile mancata conferma possono essere riassunte semplicemente con un nome e un cognome: Ralf Rangnick, ex Mister del Lipsia ed in procinto di ricoprire un ruolo di rilievo nella società meneghina. Secondo quanto riportato dall'edizione odierna di Tuttosport, non ci sarebbe spazio per entrambi, visto che ambedue hanno un carattere dominante, cosa che allo svedese non va a genio, memore anche del rapporto conflittuale con Pep Guardiola, carismatico allenatore che lo aveva sotto la sua guida ai tempi del Barcellona. Forse l'unica speranza dell'ex L.A. Galaxy di proseguire la sua seconda avventura con i lombardi è quella che Rangnick ricopra solo il ruolo di dirigente, e decida di affidare la panchina ad un altro allenatore. Ma anche in questa eventualità non si può parlare di certezza, visto che pure Gazidis, amministratore delegato del Milan, preferirebbe puntare su calciatori giovani prospetti.
Vedremo cosa il futuro riserverà ad uno dei migliori attaccanti degli ultimi anni, capace di far parlare di sé sia dentro che fuori dal campo, mostrando sempre e comunque un carattere d'acciaio, sperando che la soluzione possa essere presa per il bene sia della società che del campione scandinavo.