L'Idea del Cagliari in partenza era quella di erigere un impianto sportivo complesso, ben congeniato, ed in grado di "ospitare" i tifosi a 360 gradi.
Una struttura da vivere sette giorni di sette, in grado di rappresentanza un punto di incontro, soprattutto per un quartiere periferico come quello di
Sant'Elia, troppo spesso relegato a ghetto cittadino; ma in possesso di potenzialità enormi. All'interno del nuovo stadio sarebbero dovute sorgere diverse aree commerciali, in hotel e una piscina panoramica in perfetto stile albergo saudita. A causa
della pandemia Coronavirus, anche il progetto relativo a questa struttura, subirà inevitabilmente un restyling.
Idea Cagliari, unica via percorribile
La crisi economica che la pandemia porterà con se, potrebbe realmente mietere tante vittime legate val mondo del lavoro.
Molti posti di lavoro sono a rischio, ed i nuovi, messi in preventivo con la costruzione del nuovo impianto sportivo, saranno con tutta probabilità, cancellati con un secco colpo di spugna.
Il presidente Rossoblu Tommaso Giulini, ha lanciato la sua nuova idea di stadio post Covid-19. "Eliminiamo gli spazi commerciali, che a causa della crisi che arriverà nel post pandemia, sarebbero probabilmente di troppo". In questo modo lo stadio potrebbe essere costruito probabilmente con meno vincoli e quindi più rapidamente.
https://youtu.be/c44jUwDdmgU
Lo stadio comunque va costruito
Questo è il sentimento comune che
alberga nella mente dei tifosi, stufi di andare a vedere la loro squadra del cuore, in uno stadio della Lego.
Anche il club con questa struttura non può progettare un futuro differente da quello attuale, spingersi in qualcosa di migliore, richiede una struttura che sia degna di essere chiamata tale. In assenza di essa, rimarrebbe tutto il progetto
Cagliari un'eterna incompiuta. Adesso spetterà alla politica locale, assumersi le proprie responsabilità, dando risposte celeri e chiare, senza perdere ulteriore tempo in
lungaggini burocratiche inutili. La pazienza dei tifosi è un pressoché terminata.