Il Cagliari si lega, come altri club, ad investitori americani. Il motivo sarebbe una maggiore solidità a livello finanziario e la costruzione del nuovo stadio
Il
Cagliari si appresta ad una nuova fase a livello societario: infatti (come molti altri club italiani) è entrato nella sfera di influenza del mercato americano.
In questo caso il presidente resterà
Tommaso Giulini - azionista di maggioranza e controllore del club sardo - ma la società ha accolto gli investimenti del Praxi Capital Management, il cui amministratore delegato è
Maurizio Fiori.
Fiori è sardo di nascita e non ha nascosto una certa emozione personale nell'essere entrato in società seppur attraverso la sua azienda con investimenti statunitensi.
Non è il primo club italiano ad essere entrato nel mirino americano: prima del
Cagliari ci sono stati
Milan,
Roma,
Inter,
Parma,
Atalanta,
Bologna,
Fiorentina,
Verona,
Spezia e
Monza. Insomma, un'Italia sempre più d'oltreoceano è quella che si sta delineando nel corso degli anni.
Qualche informazione in più sull'attuale Cagliari
Non sono state diramate le cifre ufficiali della partecipazione societari ama si vocifera che sia compresa tra il 10% e il 15% del capitale societario.
Il motivo principale che avrebbe portato a quest'attenzione da parte di capitale americano potrebbe risiedere nel progetto infrastrutturale che dovrebbe interessare proprio il Cagliari calcio, ovvero, la costruzione di un nuovo campo di calcio.
Oltre a ciò, anche, il potenziamento strutturale della società calcistica sarda.
Certo l'investimento ha come motivo principale , probabilmente, proprio lo stadio - un investimento economico importante - che, in un Paese come l'
Italia, vede una certa arretratezza e che, quindi, potrebbe generare un ricavo importante futuro.
Il
Cagliari, perciò, potrebbe subire delle ingerenze - seppur minime - future ma sembrerebbe che la strada intrapresa possa garantire una certa dose di miglioramento e potenziamento soprattutto a livello di conoscenza del mercato industriale del club.
Un altro motivo che sta spingendo - o a già spinto - società calcistiche italiane a legarsi a holding straniere (in particolare americane) è, appunto, la radicata conoscenza del settore infrastrutturale e burocratico per poter accelerare proprio sulla costruzione del nuovo stadio.
Ma c'è di più. Infatti, i capitali americani servono, anche, ad avvicinare il mercato calcistico italiano con quello - molto avanzato in questo settore - della
Premier League inglese.
Quest'ultimo resta un traguardo economico al quale il mercato italiano si ispira considerando che proprio ha raggiunto un equilibrio tra investimenti e fatturati che, nel nostro Paese, appaiono ancora lontani.