Il Genoa perde la sua guida e il suo capitano. Dopo 5 stagioni, Milan Badelj saluta il popolo rossoblù non senza commozione
Era ancora pareggio (un 2-2 che sarebbe mutato) quando il pubblico dello Stadio Luigi Ferraris si alza in piedi per salutare e celebrare uno die volti più importanti per la squadra ligure. Il capitano Milan Badelj chiude l'avventura in quel club che tanto lo ha amato e che lo ha insignito con la fascia da capitano.
Il croato ha, però, bisogno di ritornare in patria dove la famiglia - soprattutto i figli - cercherà stabilità e quindi l'addio sembrava scontato.
La partita
Genoa-Atalanta, fino a quel momento, verteva ancora su un pareggio che, però, al 89' sarebbe mutato in una sconfitta.
Dopo il gol di Retegui, la squadra nerazzurra di Gasperini, avrebbe infatti imposto il suo zampino portando ad un finale di 3 reti a 2 per gli ospiti.
Certo sarebbe stato più bello salutare il proprio capitano con una vittoria ma tanto il pubblico di casa avrebbe sofferto lo stesso la partenza di una figura troppo importante in squadra.
Cosa si può dire dell'ex capitano del Genoa?
Milan Badelj lascia il campo al 67' e lo stadio si alza in piedi per salutare una delle proprie bandiere. Un giocatore che non ha mai nascosto il proprio legame con il club e con i propri tifosi.
Anche quando il
Genoa militava in
Serie B aveva mostrato un attaccamento che il pubblico cittadino aveva riconosciuto e che aveva permesso la nascita di un rapporto esclusivo tra il croato e la città.
Una figura che aveva fatto da traino per la risalita in
Serie A e che non si è mai risparmiato sia in campo che nello spogliatoio.
Milan Badelj, infatti, è stato più di un giocatore ma un mentore soprattutto per i giocatori più giovani e, dopo l'acclamazione generale è andato in sala stampa dove ha salutato - per l'ultima volta - la sua città adottiva. "Non riesco a trovare le parole. [...] Posso solo dire grazie|".