Lo davano tutti per spacciato: il piccolo Monza di Silvio Berlusconi sta crescendo. Da squadra che perdeva contro tutti ora si prende qualche soddisfazione.
Il 2 ottobre è accaduto quello che nessuno poteva prevedere: il
Monza ha battuto la
Sampdoria, squadra che presidia la
Serie A senza interruzioni da 10 anni.
Da Stroppa a Paladino
Non è passato nemmeno un mese dall'esonero di
Giovanni Stroppa, ex allenatore del club lombardo, lo scorso 13 settembre: l'ultimo atto è stato l'1-1 contro il
Lecce, l'altro club neo-promosso in Serie A.
Scacciato con disonore dal proprietario del club
Silvio Berlusconi, è stato subito sostituito da
Raffaele Paladino, che ha portato la squadra a ottenere le prime soddisfazioni: la vittoria 1-0 contro la
Juventus e, per l'appunto, la vittoria sulla Sampdoria.
Il Monza, toccare il fondo e poi risalire
L'inizio della stagione è stato decisamente negativo e il club sembrava destinato a rimanere in fondo alla classifica.
Poi la risalita, che lo ha portato al 16° posto. Per ora è a quota 7 punti, con 2 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte. Trainato dall'ambizione del suo giovane allenatore, il club sta dimostrando di aver voglia di salire sempre più su.
La peggiore debacle finora? Quella con il
Napoli: un 4-0 risalente al 21 agosto che aveva pregiudicato ulteriormente l'inizio della stagione di campionato.
Un club ambizioso
Il fatto di aver solo vinto dopo l'arrivo di Paladino pone il club in una nuova ottica: scalare la classifica si può.
Paladino guarda al futuro, pur riconoscendo i meriti del suo predecessore. Come ha dichiarato in un'intervista a
Dazn: "
La squadra è costruita molto bene, sono stati presi giocatori di qualità, la proprietà ha scelto bene, giocatori italiani con senso d'appartenenza e grande prospettiva.
Nella gestione di Stroppa ho trovato una squadra che ha conoscenze, sa giocare a calcio e quindi va dato merito anche all'allenatore che c'era prima di me.
Io ho provato a dare qualcosa perché i risultati non erano soddisfacenti e c'era un po' di amarezza, ho cercato di lavorare sull'aspetto psicologico e l'intensità senza palla e dare qualche indicazione ai ragazzi su come affrontare le squadre avversaria".
Lavorare sulla psicologia, lo sanno bene anche altri allenatori come
José Mourinho, può fare la differenza.