Altro giro di valzer, cambia la musica, gli spartiti, gli interpreti, ma per la Cremo, incredibilmente, nulla muta. C'è ancora una sconfitta (la n.16 in campionato, solo la Sampdoria ha fatto peggio) da commentare, l'ennesima.
E magari, fosse finita qui... Ovviamente nessuno può ipotecare il futuro, ma ci sono ancora parecchie partite da giocare e ancora - probabilmente - tante lacrime da versare. Oltreché, naturalmente, una retrocessione che si avvicina a grandi passi e alla quale guardare con malcelato disincanto. Inutile, infatti, sperare che qualcosa cambi, che la ruota, finalmente, giri nel verso giusto: no, tutto ha cominciato ad andare storto sin dalle prime battute del campionato e ha continuato, così, sino ad oggi. Sconfitte su sconfitte...
E dire che, per certi versi, sia con mister
Alvini prima, che ora con
Ballardini, questa
Cremonese in campo ci sta benissimo e se la gioca senza troppi timori reverenziali con tutti, sia con le cosiddette grandi che con quelle del suo stesso livello, ma puntualmente non riesce mai (o quasi) a capitalizzare ciò che riesce a costruire.
Colpa di chi? Bah, colpe specifiche non ho intenzione di darne, certo che se l'attacco rifinisse un po' meglio il gioco corale di squadra, probabilmente, oggi, non saremmo a questo punto, con una classifica che langue e il baratro della cadetteria lì, ad un passo.
O, forse, anche meno... Ma è inutile ogni lamento, ci si sarebbe dovuti accorgere prima - o magari lo hanno fatto, senza però porvi necessario rimedio - che l'attacco, con
Ciofani,
Okereke,
Tsadjout,
Dessers e
Afena-
Gyan è, per questa Serie A, assai poca roba.
Ragazzi di qualità, senza dubbio, ma per nulla avvezzi a una categoria che, senza la necessaria esperienza, ti risucchia in un vortice inesorabile e ti tritura senza darti modo di reagire. Nel prossimo turno i "grigiorossi della Bassa" si troveranno a dover incrociare le lame con il
Monza in un derby lombardo dai contorni ancora tutti da decifrare.
Riusciranno i nostri sconosciuti pedatori, almeno per una volta, a mettere a frutto il dettato preparato dal loro tecnico e a regalare ai propri supporter una soddisfazione? La voglia sicuramente non manca, ci mancherebbe... Quel che è certo è che serve maggiore determinazione nei sedici metri avversari e di cinismo sotto rete.
Se, insomma, nell'occasione, si riuscisse a mettere un po' di sale sulla coda dell'undici biancorosso e a portare a casa un risultato positivo, sarebbe davvero tanta roba. E allora, daje
Cremo, non metterci di fronte ad un'altra delle tante delusione. Ti prego!
Editoriale a cura di Elio Arienti