Inter, Chivu: "Bologna ha identità chiara e sa metterci in difficoltà. Mercato? Amo questo gruppo"

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Inter, Chivu: "Bologna ha identità chiara e sa metterci in difficoltà. Mercato? Amo questo gruppo"
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Il tecnico dell'Inter Christian Chivu ha presentato in conferenza stampa la gara di San Siro contro il Bologna, valida per la 18° giornata di Serie A. L'Inter si prepara al big match contro il Bologna, prima gara del 2026. Squadra rossoblù che rappresenta una vera e propria bestia nera dei nerazzurri negli ultimi anni, e che poche settimane fa ha eliminato la squadra di Chivu ai rigori nella semifinale di Supercoppa italiana. L'Inter avrà quindi la possibilità di rifarsi, oltre che di riprendersi la vetta della classifica in Serie A, occupata da ieri sera dal Milan. Christian Chivu ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di San Siro. Di seguito le sue parole.

 Inter, la conferenza stampa di Chivu

Che partita si aspetta? Quali responsabilità sentite? "Le solite responsabilità considerando l'importanza e il valore di questa società. Sarà una partita difficile, contro un avversario che ha messo molti avversari in difficoltà e ha un'identità chiara". Avversario. "Il Bologna ha un'identità chiara e nelle cose semplici riesce sempre a metterti in difficoltà. Hanno giocatori che possono metterti in difficoltà. In fase difensiva è ti vengono a prendere a uomo, hanno i tempi giusti e fanno le cose con una certa determinazione".  Anno nuovo. "Noi dobbiamo fare meglio le cose. Ma questa è una cosa che ho cercato di trasmettere dall'inizio. Le squadre che vogliono essere competitive devono aggiungere sempre qualcosa in più. Senza dimenticare il senso di responsabilità e l'ambizione". Polemiche. "Per come vedo io il calcio, nessun peso. Per come sono cresciuto e maturato in questo sport. Ne ho vissute tante sia come calciatore che come allenatore. Per me tutto questo incide poco. Il calcio deve rimanere uno sport, non si deve andare a cercare queste polemiche inutili che non servono a niente e a nessuno". Cancelo. "Preferisco parlare dei miei giocatori. Vorrei parlare di Luis Henrique, di Diouf, Darmian e Dumfries. Sono un allenatore che guarda sempre la realtà dei fatti, ovvero quello che ha a disposizione. Amo questo gruppo. Sono giocatori da Inter".

Rotazioni. 

"Quando abbiamo avuto un calendario affollato abbiamo sempre provato a cambiare, anche in base alle caratteristiche dell'avversario. C'è bisogno di tutti perché giocare ogni tre giorni non è semplice. Le energie che spendi durante una gara sono alte. Bisogna trovare nelle rotazioni la forza di portare avanti i risultati".  De Vrij e Frattesi. "Non temo niente. Mi fido della loro professionalità. Sono due giocatori importanti, sta a loro, così come sta anche a me, scegliere. Sono i primi responsabili per quel che riguarda la loro presenza in campo".  Nel calcio di oggi si costruiscono molte azioni sfruttando l'errore dell'avversario. Come state lavorando su questo aspetto? "Nel calcio di oggi quando si ruba la palla hai più possibilità di fare gol. Per noi andare a prendere la squadra avversaria è legata al fatto che vogliamo intercettare la palla per giocarla più in verticale e attacare una linea difensiva che non è organizzata". Scudetto. "Mi diverto un po' di più perché vedo le solite cose che nascono tra mille polemiche che non esistono. Mi diverte un po' di più quando si parla molto e troppo di cose che non rispecchiano la realtà. Sono cose che non mi pesano e che mi fanno sorridere. Sullo scudetto, solite domande dei primi giorni di gennaio. Ci sono 5 squadre in pochi punti, questo è quello che dice la classifica. Per ora tutte e 5 hanno la loro possibilità di arrivare fino in fondo".  
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