Il giocatore armeno dell'Inter ha presentato la sua biografia, parlando della scorsa stagione nerazzurra e delle sue ambizioni future.
Passano gli anni, passa il tempo, ma sembra che per Henri Mkhitaryan questo discorso non valga. A 37 anni il centrocampista armeno l'anno prossimo arriverà a vent'anni di carriera, ma la sua intenzione sembra quella di continuare ancora a giocare e di essere protagonista, al centro del progetto Inter.
"La mia vita sempre al centro", per l'appunto, è il titolo più che azzeccato della sua biografia scritta con Alessandro Alciato. E proprio del suo libro e del suo presente con la maglia nerazzurra Mkhitaryan ha parlato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport.
"Non misuro l'impegno con i minuti passati in campo"
"Io continuo a lavorare e a lottare fino all'ultimo, che sia in allenamento oppure in partita. Capisco che avendo 37 anni sia normale inserire giovani che possono essere il futuro del club. Sucic? E' forte ed ha qualità, farà le fortune dell'Inter nei prossimi anni. So che ama imparare, anche le lingue: anche per questo avrà un grande futuro. Deve crescere tatticamente, ma fisicamente è forte e durante la partita corre tantissimo."
"Se vuoi vincere devi adattarti ai cambiamenti"
"Bisogna accettare le scelte e le trasformazioni senza lamentarsi, altrimenti si può distruggere l'equilibrio di squadra. Da noi fortunatamente questo non succede. Ho avuto tanti allenatori in carriera e sono abituato a cambiare il mio modo di giocare. Nel calcio, come nella vita, chi vince è chi sa sempre mettersi in gioco. Chivu? Il suo lavoro è diverso da quello che facciamo con Inzaghi, cerchiamo di finalizzare l'azione il prima possibile e di giocare più in verticale. Ma non sempre riesci a farlo, molto dipende dall'avversario e dai dettagli, che fanno sempre la differenza."
CRISTIAN CHIVU GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
"Sapere solo alla fine se sarai titolare aiuta a concentrarsi"
"E' un qualcosa che bisogna accettare, aldilà del fatto che possa piacere oppure no. Se un giocatore invece pensa "tanto non parto titolare" può avere delle ripercussioni negative sul resto della squadra. Gli allenamenti con Chivu sono duri e confondono tutti, ma danno anche qualche stimolo in più. Lui è stato bravo a farci voltare pagina dopo l'anno scorso: il passato non si può cambiare, ma il futuro si può ancora scrivere. Abbiamo quasi la stessa età? Con lui c'è un rapporto più da amico, ma sempre con rispetto perché lui resta l'allenatore."
"Pio e Bonny? Devono essere più egoisti"
"Spesso gli ripeto che sono loro che ci devono far vincere con i loro gol. Io cerco di aiutarli dandogli alcuni consigli tattici, ma poi sta a loro mettere il pallone in rete. Hanno un grande presente, ma il futuro lo sarà ancora di più. Il problema dei ragazzi di oggi? Mi sembrano distratti dal telefono, ed in campo guardano solo il pallone. Questo è un difetto della loro generazione. Su Pio Esposito c'è un po' troppa pressione, lui ha un grande potenziale ma gli serve il giusto tempo per crescere."
"Modric dimostra che con la mentalità giusta si può durare tantissimo"
"Le sue prestazioni spingono ad andare avanti anche a me. Il mio contratto che scade? Non ne parlo, ma voglio giocare a pallone il più a lungo possibile. Tutto però dovrà accadere soltanto se riesco a dare ancora qualcosa alla squadra, altrimenti arrivederci e grazie. Chi è favorito? Dopo sei partite di Serie A ci sono tante squadre in vetta. Il Napoli l'ha vinto l'anno scorso, ma ci siamo anche noi. La crescita che abbiamo avuto è evidente, ma non dobbiamo fermarci. L'anno scorso abbiamo perso punti perché pensavamo che ce l'avremmo fatta comunque e vogliamo evitare di cadere ancora in quell'errore. Ma resto dell'idea che se ci alleniamo e ci sacrifichiamo tutto è possibile."
"Io non considerato abbastanza? Ognuno ha le sue preferenze"
"Io gioco solo per divertirmi e per amore del calcio. Se io sono soddisfatto di quello che faccio va bene così. Credo solo che se fossi stato scarso non avrei giocato nei club in cui ho giocato. "
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