Inter - Dopo il ko nel derby è arrivata anche la prima sconfitta europea. Gli errori individuali e i cali di concentrazione pesano come macigni.
Per l’Inter è stata una settimana da dimenticare finora. Dopo la caduta nel derby, i nerazzurri inciampano anche al Metropolitano di Madrid, incassando la prima sconfitta in Champions League al termine di una gara ben giocata ma compromessa dai soliti difetti. La squadra di Chivu crea più dell’Atletico, ma spreca troppo e paga ancora una volta a caro prezzo le disattenzioni.
Il copione ricalca quello del ko contro il Milan. Calhanoglu perde un pallone sanguinoso in mezzo al campo e l’Atletico punisce in ripartenza. Il gol decisivo di Gimenez nasce invece da un blackout difensivo, con l’uruguaiano lasciato libero di colpire nel suo habitat naturale: il gioco aereo.
Inter, ci vuole qualcosa di più
In una Champions che “si decide sui dettagli”, come ripetono gli allenatori, i dettagli stanno condannando l’Inter. Simeone cambia l’inerzia pescando forze fresche dalla panchina, mentre Chivu non trova contromosse all’altezza. L’assenza di Dumfries pesa, Carlos Augusto fatica sulla destra e l’ingresso di Luis Henrique sorprende, mentre forse servivano centimetri ed esperienza come quelli di De Vrij.
LAUTARO MARTINEZ PENSA ALLA CHAMPIONS LEAGUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Anche Lautaro attraversa un momento complicato. Il capitano lotta ma non incide come al solito, replicando una prestazione opaca simile a quella del derby. Per fortuna Bonny continua a rispondere presente e Thuram sta ritrovando ritmo.
I gol torneranno, ma senza eliminare gli errori di gestione e i cali di concentrazione la stagione rischia di complicarsi. L’Inter gioca sì bene, ma per vincere serve molto di più.
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