Contro la Fiorentina è arrivato un nuovo segnale per la Juventus: i volti nuovi non sono quasi mai stati impiegati. Spalletti chiede di “alzare il livello”, ma le gerarchie sembrano già definite.
Le parole di Spalletti dopo il ko di Firenze – “bisogna alzare necessariamente il livello” – sintetizzano perfettamente la situazione in casa Juventus. La sconfitta del Franchi ha mostrato una squadra ancora fragile, incapace di reagire e lontana dagli standard richiesti dal tecnico. Ma il match ha fornito anche un’altra indicazione chiara: come già accadeva con Tudor, i nuovi acquisti restano ai margini.
Contro la Fiorentina nessuno dei volti freschi è partito titolare. Openda e David hanno collezionato appena cinque minuti, Zhegrova e Joao Mario sono rimasti in panchina, mentre Conceiçao. Nel frattempo, Spalletti ha confermato piena fiducia a Vlahovic, schierato dall’inizio e in campo per 88 minuti nonostante le condizioni fisiche non ottimali.
Juventus, le soluzioni le hai...sfruttale!
Il segnale sull’attacco è evidente, con David e Openda che restano alternative lontane dalle prime scelte. Ancora più emblematico il caso Zhegrova, scaldatosi a lungo senza però entrare. Il kosovaro, frenato dai problemi fisici e ancora indietro nelle gerarchie, alimenta i dubbi su quando potrà essere davvero valorizzato. Fa discutere molto anche il fatto che la società abbia pagato un jet privato dagli impegni con la nazionale; eppure, nonostante ciò, non è mai sceso in campo ieri sera.
Situazione simile per Joao Mario, praticamente mai utilizzato da Tudor e ora ai margini anche con Spalletti, che gli ha concesso finora solo pochi minuti contro la Cremonese.
Jonathan David punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il mercato estivo bianconero era già sotto osservazione; l’avvicendamento in panchina non ha cambiato la tendenza. Chissà se la trasferta di domani col Bodo Glimt porterà a qualche nuovo rilancio o a nuove riflessioni in vista delle future mosse della Juventus.
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