La sconfitta contro il Parma ha riaperto una ferita che sembrava cicatrizzata: la Juventus rischia seriamente di restare fuori dalla prossima Champions League,
A questo punto lo scenario non è più solo ipotetico, ma concretamente sul tavolo.
La classifica dice che i bianconeri sono quinti a pari punti con la Lazio, con il Bologna davanti e due scontri diretti da giocare in trasferta. Insomma, la situazione si è complicata. E le conseguenze sarebbero forti, non solo sul piano sportivo, ma soprattutto su quello economico e strategico.
L’impatto economico: 60 milioni in meno
Restare fuori dalla Champions significherebbe perdere almeno 60 milioni di euro, tra premi UEFA, sponsor, diritti TV e visibilità internazionale. Un colpo durissimo per una società che sta già cercando di rimettere i conti in ordine dopo gli anni post-pandemia e le note vicende giudiziarie.
L’aumento di capitale: la mossa preventiva di Exor
La proprietà, però, si è mossa in anticipo: Exor ha già autorizzato un aumento di capitale fino a 115 milioni di euro, un'iniezione vitale per sostenere la struttura in caso di mancata qualificazione alla Champions.
Questo consentirebbe al club di:
Evitare cessioni forzate a giugno
Rinviare decisioni sui big (come Chiesa o Vlahovic) alla sessione estiva avanzata
Avere più potere contrattuale nelle trattative in uscita
Juventus, cessioni: sì, ma non obbligate subito
IGOR TUDOR E DUSAN VLAHOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’uscita dalla Champions non significherà smantellamento, ma il player trading rimane una voce fondamentale. In ogni caso, grazie all’aumento di capitale, la Juve potrà:
Selezionare con calma chi sacrificare (evitando svendite)
Gestire con strategia i rinnovi e le situazioni contrattuali (Chiesa, Bremer, McKennie, Vlahovic)
Fare innesti mirati, magari puntando su profili più giovani o su occasioni a parametro zero
Mercato sostenibile, ma competitivo
La Juve punterà comunque a costruire una squadra competitiva, magari non da fuochi d’artificio, ma da idee forti. L’eventuale mancata Champions non fermerà operazioni già impostate, ma condizionerà le modalità e i tempi. E sarà determinante anche nella scelta dell’allenatore per il nuovo ciclo.
In sintesi:
Senza Champions = -60 milioni
Aumento di capitale = ossigeno immediato
Cessioni = sì, ma senza panico
Strategia = visione a medio termine, con attenzione ai giovani e al monte ingaggi
Elkann si è mosso in anticipo, e questo è già un segnale forte. Ma la Champions rimane una necessità, non solo un obiettivo sportivo.
La Juventus guarda al mercato degli attaccanti, ma parte della copertura economica potrebbe arrivare da due giocatori già fuori Torino: David e Openda.
I biancocelesti hanno lavorato concretamente sull'argentino durante l'estate, arrivando anche a formulare una proposta. Icardi prese tempo, mentre la Lazio costruì l'attacco con Pinamonti e Gudmundsson: a settembre Gattuso decise di non cambiare più le gerarchie.