Un passo alla volta, piano piano, per arrivare alla metà senza affanni o preoccupazioni. E' il lait-motiv del Monza che senza comunque dannarsi l'anima prova a centrare l'obiettivo della matematica salvezza con parecchi turni di anticipo per poi, nel finale di campionato, togliersi anche qualche sfizio in più e magari, se la classifica dovesse consentirlo, provare a raggiungere un fin qui improbabile sogno-Europa.
Certo, non si potrebbe andare oltre, per ovvie ragioni, la "Conference League" ma raggiungerla, al primo anno di Serie A, sarebbe davvero straordinario, un risultato che darebbe certamente lustro nelle ambizioni presenti e future dei biancorossi brianzoli.
Ma sarà assai difficile e quanto mai complicato raggiungere l'obiettivo, ecco perché quel punticino, seppur misero, ma determinante conseguito al "Bentegodi" contro il Verona di Marco
Zaffaroni non va affatto gettato via e men che meno, come ha voluto sottolineare qualcuno, considerarlo come un "punto inutile...", nella corsa al Vecchio Continente. Anzi, quel punticino, ha un valore inestimabile, niente affatto trascurabile e che potrebbe per i ragazzi di mister
Palladino, risultare risolutivo nel fare la differenza.
Ma non sarà solo quello, ce ne vorranno molti altri di punti da mettere in classifica per arrivare a... dama; ci vorranno ancora tanti sacrifici, parecchie lacrime, molta pazienza e non poco sudore da versare sul campo perché le partite sembrano non finire mai e sono tutte assai delicate ed estremamente importanti.
Verona è stata solo una delle tante tappe di questo fantastico campionato che il
Monza ha intrapreso sapendo di dover soffrire. Ma se poi, davvero, il risultato finale dovesse sorridere a
Pessina e compagni, i patimenti e le eventuali ingiustizie che hanno costellato questa loro stagione, verrebbero spazzate via come d'incanto lasciando spazio solo alla soddisfazione e ai sorrisi.
Però, ripeto, di strada ce n'è ancora tanta da fare a cominciare dal prossimo impegno tutto lombardo con la
Cremonese; un impegno da non prendere con troppa sufficienza perché i grigiorossi, a dispetto della classifica, giocano un buon calcio e i rischi annessi non sono dunque pochi. E rischiare, ora, è semplicemente da stolti...
Editoriale a cura di Elio Arienti