Il nuovo acquisto della Lazio Reda Belahyane ha rilasciato delle dichiarazioni nella conferenza stampa di presentazione del suo nuovo club
L'ormai ex calciatore dell'Hellas Verona e attuale calciatore della Lazio Reda Belahyane ha rilasciato delle dichiarazioni nella conferenza stampa di presentazione del suo nuovo club, dove è intervenuto anche il Ds del club romano Angelo Fabiani.
Lazio, le parole di Belahyane
MARCO BARONI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal nuovo acquisto della Lazio RedaBelahyane nella conferenza stampa i presentazione del suo nuovo club:
Prima della conferenza la presentazione del direttore sportivo Angelo Fabiani:
"C'è poco da dire su Belahyane, proviene dal Verona e ha determinate caratteristiche e qualità. L'età gioca a suo favore, è un 2004 con ampi margini di crescita e di miglioramento.
Anche lui è stato considerato un profilo giusto da inserire nello spogliatoio senza alterare l'equilibrio del gruppo".
Avevi tanto mercato. Cosa ti ha spinto a scegliere la Lazio?
"La Lazio è il primo club con cui avevo parlato. Mi è piaciuto molto il progetto, conoscevo i francesi che giocano qui. È un club ambizioso come dimostra il cammino in Europa e in campionato, è il club giusto per un giovane come me".
Quale sarà il tuo ruolo e il tuo minutaggio qui alla Lazio?
"Conosco già Baroni dai tempi di Verona, ha molta fiducia in me e abbiamo parlato tanto. Mi ha detto cosa devo migliorare per prendermi il posto. In un centrocampo a tre preferisco giocare da regista al centro, nel centrocampo a due mi troverei bene in entrambe le posizioni. La Lazio ha sempre giocato così e quindi mi adatterò al meglio".
Cosa ti ha spinto ad accettare la nazionale marocchina?
"Ci sono tanti giocatori forti nella nazionale che giocano in Europa. Non c'è più concorrenza per la nazionale francese, poi fin da piccolo sapevo che avrei giocato per il Marocco. Volevo onorare la mia famiglia, i miei genitori sono marocchini e ho sempre voluto giocare per il Marocco".
In cosa devi migliorare? Sei curioso di vivere il derby di Roma?
"Essendo giovane devo migliorare in tante cose, sicuramente il colpo di testa e aggiungere fisicità per essere un mediano di livello internazionale. Sono cresciuto a Parigi in condizioni non facili, non ho paura di niente e neanche del derby".
Speri di essere in lista UEFA per giocare gli ottavi di finale di Europa League?
"Onestamente ci spero, sono venuto qui per dare tutto per il club. Non so se sarò in lista, decide il mister ma ci spero fortemente".
Quanto puoi crescere ancora? A che livello puoi arrivare?
"Le chiacchiere rimangono delle chiacchiere, io penso che bisogna lavorare ed essere umili. Sono qui alla Lazio e voglio vincere tutte le partite, magari anche vincere l'Europa League ed entrare in Champions League".
Quanto sei cresciuto rispetto allo scorso anno quando eri a Verona con Baroni? Quanto è cambiato mister Baroni?
"Non ho trovato cambiato il mister, ha fatto un ottimo lavoro a Verona e sta facendo le stesse cose qui alla Lazio. Da quando sono arrivato mi sta parlando molto. Non è facile imporsi a questa giovane età in Serie A, ma credo che abbiano visto in me un giocatore capace di imporsi con personalità".
Cosa ti ha colpito della Lazio nelle due partite giocate contro i biancocelesti con la maglia del Verona?
"Penso che la Lazio sia una delle squadre più difficili da affrontare, è una delle squadre che ci ha fatto correre di più. Vuole tenere il pallone e non ha paura di giocare, ha giocatori come Dia e Castellanos che sono molto bravi in zona gol".
Hai già avuto modo di confrontarti con i francesi? Che gruppo hai trovato qui alla Lazio? Hai parlato con Rovella per la gestione del ruolo?
"Ho avuto un'accoglienza molto calorosa da tutto il gruppo, specialmente dai francesi. Avevo parlato con Dia, Guendouzi e Tchaouna dopo la partita del Bentegodi. Ho parlato tanto anche con Rovella, ma non siamo entrati nel dettagli del ruolo".
Come gestirai le aspettative e le pressioni di una piazza come Roma?
"Non mi mette pressione, ma mi motiva ancor di più per giocare ancora meglio".
A quale centrocampista ti ispiri? Chi è il tuo idolo?
"Il giocatore che nomino sempre è Ngolo Kanté, un giocatore umile e un grande lavoratore. Un giocatore fisicamente piccolo che però non ha mai paura di giocare e recupera tanti palloni".
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