Sarri sembra l'indiziato numero uno per la panchina della Lazio nella prossima stagione. Nonostante Baroni sia ancora legato al club, ci sono dei contatti.
I biancocelesti devono ripartire dopo la mancata qualificazione alle coppe europee e Lotito sembra orientato verso il cambio di guida tecnica. Tra i primi nomi trapelati c'è anche quello dell'ex Juventus, Napoli e proprio Lazio.
Lazio, ripartire dalle certezze: Sarri è la scelta giusta?
Il tecnico toscano ha dimostrato sempre una grande preparazione e competenza nel gestire rose importanti, tra queste c'è stata anche quella della Lazio. La sua permanenza a Formello ha portato grandissime soddisfazioni a tifosi e club ma per alcune incomprensioni il rapporto è stato interrotto bruscamente.
Oggi la dirigenza sembra nuovamente intenzionata a puntare su di lui per tornare grande dopo una stagione difficile, conclusa con una grande delusione. I numeri di Sarri alla Lazio sono tra i migliori di sempre per gli aquilotti: 137 partite, 65 vittorie, 30 pareggi e 42 sconfitte con una media punti di 1,64 in quasi tre stagioni.
MAURIZIO SARRI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il traguardo più importante è stato raggiunto nel 2022/2023 con un eroico 2° posto che è valso la qualificazione in Champions League. Tuttavia la stagione successiva il rendimento non è stato lo stesso e ha portato alle dimissioni del tecnico dopo 39 partite stagionali, allora il DS era Igli Tare e il suo successore fu Igor Tudor, anch'esso dimissionario al termine della stagione.
I motivi per cui Sarri ha lasciato il club biancoceleste sono molteplici ma è anche vero che col tempo l'organigramma e la rosa sono cambiati radicalmente, ponendo le basi per un ritorno clamoroso. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio ci sarebbe stata un'offerta con contratto biennale a 2.8 milioni di euro. Nelle prossime ore andrà definito il futuro di Baroni e solo allora potrà essere formalizzato l'accordo qualora il toscano accettasse.
Tanti pro e tanti contro dunque, dal punto di vista sportivo però pare l'unico modo per tornare grandi.
Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.
Il prato del Gewiss Stadium si prepara ad accogliere un incrocio d'alta quota e di grande tensione per la classifica nel turno di Serie A. L'Atalanta ospita il Parma in una sfida che mette in palio punti pesantissimi per entrambe le compagini. I nerazzurri di Maurizio Sarri arrivano all'appuntamento in piena emergenza, costretti a fare a meno di quasi una decina di elementi tra infortuni e problemi di organico; dall'altra parte i ducali si presentano a Bergamo con diverse novità tattiche studiate per sorprendere e dare continuità al proprio percorso.
Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.