Lazio, ecco i vari motivi dietro la crisi finanziaria biancoceleste, con Lotito costretto a cercare soluzioni rapide, valutando anche una possibile ricapitalizzazione.
Il mercato della Lazio è fermo, e non per una semplice questione di indice di liquidità. Lo scenario è ben più articolato — e preoccupante — di quanto si pensasse solo fino a pochi giorni fa. Come rivelato oggi da Il Messaggero, a bloccare ogni operazione in entrata è una segnalazione della Covisoc, l’organo di vigilanza finanziaria della FIGC, che ha rilevato criticità non solo nei parametri di liquidità, ma anche nell’indebitamento complessivo e nel costo del lavoro allargato.
Secondo quanto filtra da ambienti vicini alla società, il deficit complessivo ammonterebbe a circa 90 milioni di euro, una cifra che mette sotto osservazione l'intera gestione finanziaria biancoceleste e costringe il club a un’estate di rigido contenimento. In queste condizioni, la Lazio non ha i requisiti per tesserare nuovi giocatori e finché la situazione non sarà riequilibrata, ogni operazione in entrata resta vietata.
Lazio, uscite obbligate
L’unica strada percorribile per ora è quella delle cessioni. In particolare, Lotito punta a liberarsi degli esuberi — giocatori fuori dal progetto tecnico ma ancora a libro paga — per ridurre il monte stipendi e rientrare nei parametri fissati dagli organi di controllo. I nomi più in bilico sono quelli con ingaggi importanti e scarso minutaggio, che pesano in maniera significativa sul bilancio ma hanno scarso mercato.
L’ESULTANZA DI MATIAS VECINO DOPO IL GOL DEL PAREGGIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nel frattempo, a Formello si fa strada anche l’ipotesi di un intervento diretto di Lotito un versamento di liquidità nelle casse della società, ipotesi raramente considerata in passato ma ora valutata con maggior apertura. Lo stesso presidente ha infatti definito la situazione “risolvibile”, pur ammettendo che si tratta di una circostanza mai vissuta prima nei suoi 21 anni di presidenza.
C’è anche chi, all’interno del club, valuta una strategia attendista, ovvero limitare le operazioni all’essenziale, tagliare gli stipendi superflui entro la chiusura della sessione estiva (1° settembre) e aspettare gennaio 2027, quando entreranno in vigore i nuovi parametri UEFA. Le nuove norme potrebbero offrire maggior flessibilità finanziaria e permettere alla Lazio di tornare sul mercato con meno vincoli.
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Il responso ufficiale arriverà a dicembre, ma il parametro decisivo viene costruito sui conti al 30 settembre. Per la Lazio si aprono tre scenari in vista di gennaio: mercato libero, operazioni a saldo zero oppure blocco delle entrate.
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