Lecce, Di Francesco si presenta: "Tante differenza dall'ultima volta, so di poter dare il mio contributo. Piazza calda, porteremo i tifosi dalla nostra"

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Lecce, Di Francesco si presenta: "Tante differenza dall'ultima volta, so di poter dare il mio contributo. Piazza calda, porteremo i tifosi dalla nostra"
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Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa in occasione della sua presentazione da nuovo allenatore del Lecce. Ecco le sue parole. Prima di lui ha preso la parola il Direttore Generale Pantaleo Corvino, che ha avuto l'ultima parola sulla scelta e si è detto molto entusiasta della stagione che sta per iniziare.

Lecce, le parole di Corvino e Di Francesco

Corvino: "E' una scelta voluta, Di Francesco ha tutto per fare bene qui da noi, ha l'entusiasmo, gli stimoli e la voglia per riuscirci. E' un grande professionista, ha voglia di riscattarsi. Noi aiuteremo lui e tutto il suo staff per dare il meglio. Anche loro cercheranno di aiutare noi per dare il meglio. Se non si è una famiglia è difficile percorrere la strada insieme. Tra di noi c'è sintonia per percorrere assieme questo percorso. Dobbiamo andare oltre la storia. La storia l'abbiamo fatta partecipando alla Serie A per il quarto anno di fila. Vogliamo far continuare questa favola che stiamo vivendo. L'ambizione non ci manca, ma portare tutti a un sano realismo e sembrare poco ambiziosi è uno sforzo che facciamo per essere sempre realistici. Sappiamo che quest'anno sarà ancora più difficile andare oltre la storia. Da quando siamo qui, con questo nuovo ciclo, partiamo sempre per ultimi. Partiremo con ancora più difficoltà quest'anno, la salvezza sarà ancor più difficile considerando le forze di chi è salito dalla B. Ma non ci spaventa essere Davide di fronte a Golia". Parola a Di Francesco "Ringrazio il direttore, il presidente e la società per questa opportunità. Sono venuto qui con il mio nuovo staff, tra cui figurano Del Rosso, Pinzi, il preparatore Neri. Mi manca qualcosa però. Il mio pensiero va a Graziano Fiorita, un vero amico. Noi con il mio staff, con la società e i tifosi lotteremo per raggiungere la salvezza con lui che ci guiderà dall'alto. Ci tenevo a ringraziare il mio ex vice allenatore Pierluigi Iervese". Con che spirito torna a Lecce? "Quando arrivai la prima volta c'era una società che si stava smantellando, si viveva un'atmosfera strana, io ero un po' inesperto, avevamo avuto una alternanza di prestazioni incredibile. Ci sono stati alti e bassi in quel periodo. Sono qui perché sono convinto che sia il momento giusto e il posto giusto per dare il mio contributo per raggiungere l'obiettivo finale".
lecce
L’ABBRACCIO TRA ANTONIO CONTE E EUSEBIO DI FRANCESCO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Che Lecce dobbiamo aspettarci? "A differenza dell'anno passato, dove mi sono dovuto adattare alle caratteristiche dei calciatori, risposerò il 4-3-3. Ripartiremo da questo sistema di gioco". Cosa le hanno insegnato le ultime due stagioni? "La prima annata avremmo meritato miglior sorte. L'hanno scorso abbiamo fatto un ottimo lavoro. Se ripenso a Venezia-Lecce...se avessimo scommesso al primo tempo nessuno avrebbe pensato a una vittoria del Lecce. Ma il calcio è fatto da tanti aspetti". Cosa ha chiesto sul mercato? "Oggi le caratteristiche dei giocatori fanno la differenza ancor più del sistema di gioco. Noi abbiamo terzini come Veiga, Gallo, molto predisposti alla fase offensiva. Quindi cerchiamo di mettere in squadra coppie che abbiano caratteristiche diverse l'uno con l'altro". C'è qualche calciatore che l'ha intrigato da avversario? "Krstovic ha dimostrato di essere un ottimo attaccante. Ma nel Lecce ci sono giocatori interessanti. Penso a Banda, che nell'ultimo periodo non è stato brillantissimo. Nel primo anno subentrava al posto di mio figlio e ha dimostrato il suo valore. Bisogna lavorare anche sotto l'aspetto mentale affinché i giocatori trovino fiducia. Le ali devono avere il pensiero dell'uno contro uno. Lo dimostrano le squadre europee, chi domina ha la capacità di avere giocatori che superano l'uomo".
Nikola Krstović guarda avanti ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Le sue idee? "Non esiste solo attaccare, bisogna saper difendere ed attaccare nello stesso modo con la stessa intensità. Che noia sarebbe se tutti gli allenatori pensassero allo stesso modo? E' giusto portare qui a Lecce quello che io sento". Ha riflettuto prima di prendere la decisione di tornare? "Da vacanziere sono tornato spesso qui a Lecce, ho lasciato tanti amici e bei ricordi. Non ci ho pensato un attimo a tornare. A Massimo Neri ho detto della chiamata del Lecce e lui mi ha detto di andare immediatamente". Sarà un sergente di ferro? "C'è una differenza fra gli spogliatoi di 15 anni fa e quelli attuali. So cosa voglio dai miei ragazzi, so quando serve la carota e quando il bastone. Abbiamo bisogno del dialogo, della condivisione". Sarà un Lecce camaleontico? "Sì, abbiamo un sistema di gioco ma si può costruire in un certo modo o difendere in un altro in base all'avversario. La costruzione dal basso è un argomento che mi infastidisce. Ognuno la interpreta come vuole. Iniziare dal basso in base a come ti vengono a prendere non serve a rimanere lì, serve a fare gol. L'obiettivo non è far vedere che palleggiamo, è cercare il gol". Lecce piazza calda con tanta pressione "Da avversario dico che venire a giocare qui non è facile, per il tifo, l'attaccamento, il numero di abbonati. Dobbiamo portare i tifosi dalla nostra parte con l'atteggiamento. Sul gol cercheremo di lavorarci per migliorare la squadra. A Venezia mi è capitato tante volte di creare tanto, a prescindere dai tiri in porta. Zeman chiamava tiri della disperazione quelli da 40 metri, che per me non sono tiri".
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