Milan, Allegri: "Füllkrug e Pavlović non ci saranno. Il Como ha un vantaggio"

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Milan, Allegri: "Füllkrug e Pavlović non ci saranno. Il Como ha un vantaggio"
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Alla vigilia di Como-Milan, il tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match. Di seguito un estratto delle parole dell'allenatore del Milan in vista della sfida contro il Como, in programma domani alle ore 20:45.

Milan, le parole di Allegri

Si parla molto dei punti persi contro le squadre della parte destra della classifica, ma il Milan è comunque a quota 40: sono punti meritati?
"Noi abbiamo 40 punti e sono quelli che abbiamo conquistato sul campo. È una buona base, nessuno ce li può togliere. Ora però bisogna pensare alle prossime 19 partite, al girone di ritorno, e fare punti per restare tra le prime quattro".

Com’è stata l’esperienza da tedoforo?
"È stata un’esperienza bellissima, c’era tantissima gente. Lo sport è qualcosa di meraviglioso: insegna regole, disciplina ed è fondamentale per la crescita di bambini e ragazzi. Lo sport educa, per questo è importante che i giovani ne facciano tanto. Io, ad esempio, amo molto sciare: quando posso ci vado e mi diverto tantissimo".

Qual è la situazione dall’infermeria?
"Fullkrug e Pavlovic sono indisponibili. Pavlovic ha riportato nove punti in testa, mentre Fullkrug ha preso un pestone al dito che lo terrà fuori oggi. Speriamo di recuperarlo per domenica, altrimenti per la gara con la Roma".

Cosa manca oggi al Milan?
"Dobbiamo tornare a essere un po’ più cattivi durante la partita. Ci sono momenti in cui siamo leggermente fragili in entrambe le fasi. Serve migliorare le situazioni di gioco ed essere più precisi tecnicamente. I giocatori hanno qualità importanti, devono solo essere convinti di essere una squadra forte".

La sfida con Fabregas è anche Allegri contro Fabregas?
"No, è Como contro Milan. Fabregas sta facendo un grande lavoro: il Como è una squadra sbarazzina, che pressa bene ed è forte tecnicamente. Sta facendo davvero un ottimo lavoro nonostante alleni da pochi anni".

Che voto darebbe al Milan finora?
"Dare voti è difficile. Tutti gli allenatori, se li interpellate, parlano di ‘se’ e di ‘ma’, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Tutti hanno i punti che meritano. È normale recriminare: ‘se Pulisic avesse segnato tre gol a Firenze…’. Ma non li ha fatti. Li ha segnati prima e magari li rifarà domani. Ora dobbiamo concentrarci sulle prestazioni e migliorare l’attenzione mentale: nel girone di ritorno non c’è più tempo per rimediare".

Il Milan ora subisce qualche gol in più: è un problema?
"A Firenze, dopo un quarto d’ora, eravamo già tre volte davanti alla porta con Pulisic. Se segni, l’approccio è giusto; se non segni, cambia tutto. Contro la Roma in casa c’è stata mezz’ora complicata, poi siamo andati in vantaggio e nel secondo tempo abbiamo avuto 4-5 occasioni. Il calcio è questo. Ci sono imprevisti che vanno gestiti. È vero che siamo andati sotto otto volte, ma è anche vero che otto volte abbiamo recuperato: dipende se si guarda il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Se il calcio fosse perfetto, finirebbero tutte 0-0 o vincerebbe sempre la stessa squadra".

Quale campione dello sci l’ha ispirata di più?
"Faccio un grande in bocca al lupo a Federica Brignone e a tutti gli italiani che partecipano alle Olimpiadi. Mi ha ispirato Alberto Tomba: quando scendeva lui si fermavano le scuole. In Italia viviamo di eccellenze e su questo dobbiamo lavorare. È un evento mondiale che porterà in Italia persone da tanti Paesi ed è una cosa bellissima".

Milan
LA DELUSIONE DI RAFAEL LEAO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Come sta Leao? È un momento di flessione della squadra?
"In una stagione c’è sempre un momento che può sembrare una flessione, ma va affrontato con grande equilibrio. Anche se fosse una flessione, non è certo domani a Como che finisce la stagione. Servono equilibrio, nervi saldi e spalle larghe. Era impensabile che la Juve restasse fuori dalle prime quattro. È normale che il campionato sia così. Alla fine qualcuno resterà fuori, spero gli altri e non noi (ride, ndr). Rafa sta bene".

La larghezza del campo del Como può incidere?
"No, non cambia nulla. Più spazio c’è e più è facile giocare. Affrontiamo una squadra difficile: è prima per possesso palla, ha la miglior difesa e non ha l’obbligo di vincere, cosa che le dà un vantaggio. Può giocare sempre con la mentalità che Fabregas le ha trasmesso".

Difendere in avanti può essere la chiave?
"Può esserlo, ma può anche capitare che concedano qualche azione senza subire gol. Oggi la teoria che difendere alti aiuti sta dando ragione a loro; magari tra due mesi direte il contrario. Di certo stanno facendo una grande stagione".

Il Milan è allo stesso livello di Napoli e Inter?
"Napoli-Inter è stata una partita bellissima, giocata molto bene tecnicamente. L’intensità non la dà la corsa, ma la velocità della palla. L’Inter è da sei anni, a parte una stagione, sempre nelle prime due. Il Napoli negli ultimi dodici anni è quasi sempre stato in Champions. Il nostro obiettivo è riportare il Milan in Champions. Per farlo bisogna lavorare, attraversare momenti positivi e negativi. La stagione è fatta di alti e bassi, per questo serve viaggiare a una velocità di crociera che ti porta fino in fondo".

Ci possono essere novità tattiche, come la difesa a quattro?
"È una possibilità, ci stiamo lavorando. Dipende dai momenti e dalle caratteristiche dei giocatori. Ora ho Fullkrug fuori e, se giocassi con tre attaccanti, non avrei cambi in panchina. A Firenze ho potuto fare cambi importanti. Devo sempre pensare anche a chi ho a disposizione per le sostituzioni".

A che punto è Gimenez?
"Sta procedendo bene, ma è ancora lontano dal rientro. Se ne riparlerà verso fine marzo".

Il Milan sottovalutato può toccare l’orgoglio?
"Dobbiamo dimostrare a noi stessi di ambire al massimo. Se qualcuno è davanti a noi significa che è stato più bravo. Nulla è impossibile: se parti da questo presupposto, magari riesci a raggiungere il possibile".

Mancano i gol dei centrocampisti?
"Arriveranno. A fine stagione i numeri si equilibrano. Torneranno anche i gol dei difensori su palla inattiva. Serve fiducia: il Milan è una squadra forte, soprattutto nei momenti più delicati".

Quanto furono importanti gli innesti di gennaio nel 2011?
"Arrivarono due giocatori straordinari: Van Bommel e Antonio avevano qualità eccezionali. Furono determinanti. Questo però non significa che oggi servano due innesti. La rosa va bene così. L’importante è che siano tutti contenti, soprattutto io".

La difesa quindi va bene così? De Winter può sostituire Pavlovic?
"Sì, domani giocherà sicuramente. Pavlovic non c’è e De Winter ha già ricoperto quel ruolo. È cresciuto molto. Servono equilibrio e pazienza: alcuni sono al primo anno al Milan e per abituarsi a certe pressioni si passa anche dagli errori. Sono contento del gruppo, con questi ragazzi arriviamo fino alla fine".

Se il Milan tornerà in Champions, lo farà da protagonista o da comparsa?
"Andiamo un passo alla volta. Prima pensiamo a entrare nelle prime quattro. In Champions ci sono club con fatturati enormi: il Real supera il miliardo, il Bayern è vicino. Il gap è difficile da colmare. Intanto speriamo che le italiane vadano avanti in Europa, così da avere cinque squadre in Champions. Qualificarsi sarebbe fondamentale dal punto di vista tecnico ed economico. Ora concentriamoci su questa stagione, al futuro penseremo poi".

 
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