Serie A
Milan, Allegri: “Pulisic recuperato, Rabiot e Gimenez out. Noi da Scudetto? Parliamone a marzo”
il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del delicato match esterno in casa del Parma.
Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, è intervenuto in conferenza stampa a poco più di 24 ore dalla delicata trasferta del Tardini contro il Parma di Cuesta, alla ricerca della seconda vittoria in campionato. Il match contro i ducali sarà valido per l’undicesima giornata di Serie A.

MASSIMILIANO ALLEGRI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan, le parole di Allegri
Molto bene il Milan negli scontri diretti, meno con quelle della parte bassa della classifica…
“Domani sappiamo che affronteremo una squadra che in campo ha sempre lottato in ogni partita, anche nell’ultima nonostante fosse in 10.Alzano molto la palla, davanti ha Pellegrino che è molto bravo nei duelli aerei, giocare lì non è mai semplice e il Milan ci ha perso l’anno scorso, è un campo complicato. Poi noi tra Pisa e Cremonese abbiamo fatto solamente un punto. Sicuramente non sarà una partita bella, loro ti fanno giocare male: alzando la palla, la partita sarà molto spezzettata. Noi non vinciamo in trasferta da Udine. Abbiamo recuperato Pulisic, Jashari e Estupinan hanno migliorato la loro condizione. Rabiot e Gimenez torneranno dopo la sosta”.
Come sta Leao?
“Ha fatto bene contro la Roma, come Nkunku, che ha tenuto bene fisicamente contro la Roma. Leao ha avuto i crampi perché deve migliorare la sua condizione. La normalità deve essere che giochi quel tipo di partite e non che siano eventi sporadici. Domani servono altri tre punti, quindi serve fare una partita concreta, sbagliare poco tecnicamente”.
Pulisic quanti minuti ha?
“Ha fatto due allenamenti con la squadra, sta bene fisicamente ed è già in una buona condizione, perché ha un fisico che non ha bisogno di lavorare tantissimo. Poi non so quanti minuti abbia “.
Manca un vero 9?
“No, assolutamente. Abbiamo Gimenez, che ci potrà dare tanto. E magari potremmo giocare anche senza centravanti. Ci sono stagioni che ti va bene così. Poi: Nkunku e Leao il centravanti lo possono fare”.
Cosa ti preoccupa delle partite contro le piccole?
“Abbiamo preso gol evitabili, magari domani faremo meglio… Però dobbiamo riflettere su ciò che è successo: contro la Cremonese abbiamo subito due gol su due cross, contro il Pisa, nel momento migliore nostro, non l’abbiamo messo alle corde continuando a tenere la partita aperta. Poi è difficile chiudere le partite: a Roma il Parma perdeva 2-0, poi ha segnato il 2-1 all’85esimo e lì inizia un’altra partita.
Bisogna stare in campo in partita fino a quando l’arbitro fischia. Domani bisognerà mettersi al pari loro a livello fisico. E correre, quantomeno come loro. E se lo facciamo, e dobbiamo farlo, poi vengono fuori le qualità tecniche che sono superiori”.
Come ha fatto a sistemare la difesa?
“Non so cosa sia successo l’anno scorso, ma ho solo detto ai ragazzi che il numero dei gol subiti va abbassato. Ma perché quello è il numero che conta di più in campionato. Se te prendi 50 gol, ne devi fare 150 per arrivare nei primi quattro. È una questiona matematica, non è che c’è da inventare tanto. E, per fare questo, c’è bisogno che la squadra lavori in un certo modo. Poi dobbiamo migliorare anche la fase realizzativa, perché non possiamo avere sei occasioni ad un metro dalla porta e fare solo un gol”.
Partita importante anche per la serenità in vista derby e sosta?
“Non pensiamo al derby. Pensiamo a domani, valgono tutte tre punti. Serve vincere per fare una sosta serena, anche perché poi al derby sereni non ci possiamo arrivare. Pensiamo a Parma: saranno tre punti più importanti di quelli del derby, perché sono i punti della partita dell’immediato”.
Domani potrebbe fare la sua vittoria numero 100 con il Milan…
“Ce lo auguriamo, ma non per le 100 vittorie, ma per i tre punti”.
C’è uno spiraglio rinnovo per Maignan?
“Quando siamo al Milan – l’ho detto ai ragazzi ma a tutti – tutti devono lavorare con passione e voglia per ottenere risultati, perché la maglia del Milan bisogna tenersela. Maignan è un grandissimo portiere, la società sta programmando il futuro del Milan e ci sono Tare e Furlani che penseranno al meglio per il club. Noi dobbiamo essere concentrati sull’obiettivo finale che è quello dei primi quattro posti: non scordiamocelo mai”.
Quando torna Gimenez?
“Credo che per il derby sarà a disposizione”.
Il Milan è secondo, l’anno scorso a quanto punto del campionato era nono…
“I primi sei mesi servono per preparare il finale di stagione. Dire ora vertice non vertice… La strada è ancora lunga. Abbiamo un macro obiettivo, che è la qualificazione Champions, è dei mini obiettivi, come quello di vincere domani, che serve per migliorare la classifica e per rimanere agganciati lì davanti”.
Modric ha migliorato la fase difensiva?
“Lui capisce prima dove finisce la palla, ma è tutta la squadra che, quando non ha palla, si mette a disposizione per difendere. Poi bisogna migliorare la fase realizzativa”.
C’è possibilità di fare il tridente?
“Lo vedremo durante la stagione. Ci sono dei momenti in cui si può giocare con due punte, o tre con esterni offensivi, ma è una crescita o un cambiamento che la squadra dovrà affrontare durante la stagione sese ci sarà la necessità o, comunque, se la squadra lo potrà sostenere. Poi ci sono i cambi, quindi non è che se metto tutti gli attaccanti segniamo di più. Tutto, in generale, dipende dalla disponibilità dei giocatori di difendere”.
Rabiot aveva detto ‘Sento che si sta costruendo qualcosa di grande’… È così?
“Diciamo che c’è una buona armonia all’interno di Milanello e dello spogliatoio. I giocatori poi devono pensare solo a giocare e a giocare bene. Bisogna mantenere equilibrio e piedi per terra, in modo da gestire gli imprevisti quando arriveranno e da non deprimersi se ci mancherà un risultato. Ripeto: l’obiettivo è quello di entrare tra le prime quattro”.
Marotta ha detto che per lo Scudetto c’è anche il Milan di Allegri…
“Ricominciamo con la roba delle lepri e dei calciatori… (ride, ndr). Meglio che non faccio battute, se no magari qualcuno le recepisce in maniera sbagliata. Preferisco ascoltare. A me non piace andare a caccia… (sorride, ndr).
La Lazio sta tornando, Inter e Napoli sono le favorite, la Juve sarà una delle candidate. La Roma che sta facendo un grande lavoro, l’Atalanta tornerà. Sarà un bel campionato, per questo bisogna dare seguito ai risultati.Ecco perché a marzo bisogna essere nelle migliori condizioni. Se non si parla sarebbe anche meglio, ci sono già io che parlo troppo. Stare in silenzio ed essere concentrati”.
Che obiettivo è vincere lo Scudetto, se l’obiettivo macro è arrivare tra le prime quattro?
“Non la so la parola, ma so solo che se a marzo siamo tra le prime quattro vuol dire che siamo lì attaccati. . Ecco perché l’obiettivo è arrivare a marzo. Se a marzo saremo lì, avremo modo di vedere se possiamo andare più in alto. Ma questo non è limitativo, perché tanto, quando si gioca per il Milan, si parte per ottenere il massimo dei risultati. L’obiettivo è entrare tra le prime quattro, poi si punta al massimo risultato che è lo Scudetto. . Poi, comunque, riportare il Milan in Champions, sarebbe già un risultato importante, non solo a livello sportivo, ma anche economico. Cercheremo di arrivare a marzo nelle migliori condizioni”.
Serie A
Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso
Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.
Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.
Un punto in quattro giornate cambia lo scenario
I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.
I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».
Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.
Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi
Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.
Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.
Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.
Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.
Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028
Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.
La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.
Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.
Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.
Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino
Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.
Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.
Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.
Serie A
Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)
Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore
La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.
Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.
Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.
Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù
A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.
Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.
Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».
Le parole di Fenucci, undici giorni prima
Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.
Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.
Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.
Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco
Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.
Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.
La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.
Serie A
Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions
Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre.

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa
Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.
In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.
Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre
Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.
La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.
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