Nel giorno della sfida al Monza, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla questione stadio e centro sportivo.
Di seguito un estratto delle parole del presidente del Napoli, intervenuto ai microfoni di Radio CRC nella trasmissione A pranzo con Chiariello.
Il pensiero iniziale è per la tragedia del Monte Faito:
“Una settimana fa ero con amici napoletani e parlavamo proprio di questo posto incredibile, di cui purtroppo si parla troppo poco. Quando ho letto della tragedia non potevo crederci, era incredibile che ne avessimo parlato pochi giorni prima. Nel ’76 ci avevo ambientato anche alcune scene di un mio film. Avevamo persino programmato una visita. È assurdo che nel 2024 possano ancora accadere certe cose per mancanza di manutenzione. Ma il problema non è solo del Monte Faito, è di un atteggiamento irresponsabile da parte di chi dovrebbe prendersi cura dei cittadini”.
Sulla stagione attuale:
“I conti si fanno alla fine. Il calcio è imprevedibile, ve l’ho sempre detto: è l’unico copione che non puoi scrivere. Abbiamo vinto tanto, sei trofei in 20 anni, e sarebbero potuti essere otto. Siamo sempre in evoluzione, e finché il campionato non è concluso, il finale non si conosce”.
Il film sullo scudetto e il nuovo progetto:
“Il film sullo scudetto è andato bene, e ora stiamo già realizzando quello di questa stagione. Voglio raccontare tutte le stagioni del Napoli, e da quando è arrivato Conte abbiamo iniziato a costruirlo.
Uscirà a fine giugno, spero nei cinema, e sto parlando anche con alcune piattaforme. Un ragazzo di 16 anni, che interpreta il protagonista del mio Napoli-New York, seguirà la stagione con il suo sguardo. Senza sapere il finale. Perché io lavoro per i napoletani, ma continuo a vedere invidia verso Napoli. È facile sparlare, ma i napoletani sono il sale dell’Italia”.
Capitolo stadio e rapporto con il Comune:
“Se lasciassi lo stadio creerei un problema serio al sindaco Manfredi. Sta facendo tutte le verifiche. Il problema non è solo il terzo anello. Lo stadio è del ’59, rivisitato nel ’90. Reggerà altri interventi? Possiamo avere 100 salottini e 70mila posti per competere con le big del nord? Se vogliamo ri-centrare il campo, bisogna abbattere tutto il cemento verso le tribune. E la pista? In uno stadio moderno, dove il tifo è il dodicesimo uomo, non può esistere. Ma ci sono limiti anche sulle curve, che tagliano spicchi di pubblico e stanno a 25 metri dalla porta.
Entro il 30 aprile il prof. Cosenza mi consegnerà una relazione su ciò che si può o non si può fare. A me piacerebbe restare dove ha giocato Maradona, ma bisogna farlo rispettando il presente e il campionato”.
Su Maradona:
“Lo ingaggiai per il mio film Tifosi. Io venivo dal basket, sapevo poco di calcio. Avevamo cinque giorni per girare e lui per due giorni giocava a pallone. Gli dissi: ‘Diego, ma dobbiamo girare!’. Era una persona straordinaria”.
Sul centro sportivo:
“Versiero e Iorio stanno lavorando su 18 aree possibili, con l’aiuto degli agronomi. Serve attenzione: dobbiamo controllare se il terreno ha sabbia, acqua o materiali tossici. In un posto abbiamo trovato acqua sotto.
Voglio realizzare 10 campi regolamentari, 4 in erba e 6 sintetici. Uno per la Primavera con tribuna da almeno 600 posti, secondo le regole della Youth League. Solo per parcheggiare 1.500 auto servono altri 4 ettari. Oltre ai campi, ci vogliono spazi per le strutture. Sto parlando con l’AD delle Ferrovie per i trasporti: un bambino non può arrivare da solo dopo scuola. Ci metto la mia faccia e la mia parola: il 1° settembre inizieremo i lavori. Forse anche prima. E i soldi li metto io, totalmente”.
Infine, una battuta sull’uovo di Pasqua e gli auguri finali:
“Un uovo rossoblù? Sì, ma anche oggi l’uovo…io però detesto chi gufa, quindi non gufiamo. Auguri a tutti i tifosi, buona Pasqua e un abbraccio”.
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