Napoli, con una punizione perfetta del numero 81 e una gestione attenta nella ripresa, gli azzurri battono il Lecce 1-0 e allungano a +6 sull’Inter. Conte vede lo Scudetto più vicino.
Il Napoli di Antonio Conte muove il primo dei “quattro passi” verso lo Scudetto, espugnando il Via del Mare con il minimo sforzo. Contro un Lecce combattivo ma impreciso, basta una punizione vincente di Raspadori al 22’ del primo tempo per conquistare tre punti pesantissimi nella corsa al titolo.
Lecce-Napoli, l'analisi della partita
Gli azzurri cambiano modulo, passando al 4-4-2 con Raspadori accanto a Lukaku e Olivera adattato al centro della difesa. Subito in gol con "Big Rom", ma annullato per fuorigioco millimetrico, il Napoli deve anche fronteggiare una sospensione per lancio di fumogeni da parte dei tifosi salentini, che danneggiano la rete della porta.
Alla ripresa del gioco è il Napoli a comandare. Il vantaggio arriva su punizione con Raspadori che calcia forte e preciso sul palo di Falcone e firma lo 0-1. Il Lecce si scuote e sfiora il pareggio con Gaspar, che colpisce la traversa sugli sviluppi di un corner.
L’ESULTANZA DI GIACOMO RASPADORI E ROMELU LUKAKU ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nella ripresa gli azzurri trovano anche il raddoppio con Olivera, ma il VAR annulla per un fallo di McTominay. Conte perde Lobotka per infortunio, ma la squadra, pur senza brillare, controlla la partita fino al triplice fischio. Helgason spaventa Meret, ma il Napoli regge.
Finisce 1-0 per i partenopei, che salgono a +6 sull’Inter (attesa stasera dal match contro il Verona) e si avvicinano al quarto Scudetto della loro storia.
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Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.