Napoli, i campioni d'Italia ripartono vincendo e con il biglietto da visita Kevin De Bruyne. L'assenza di Lukaku, per il momento, non si sente.
Le amichevoli estive, che avevano lasciato qualche dubbio soprattutto dal punto di vista difensivo, sono state messe in archivio non appena è arrivato il calcio che conta.
Il Napoli riparte da dove aveva lasciato, con le sue certezze e la stessa sensazione di forza. Il robusto 2-0 al Sassuolo conferma come i meccanismi, nonostante i nuovi arrivi, siano sempre più oliati.
Amir Rrahmani e Juan Jesus ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Al Mapei Stadium gli uomini di Antonio Conte hanno risolto la pratica con due gol d'autorità e di classe, con Kevin De Bruyne a lasciare subito il segno.
Questa è la prima buona notizia arrivata agli occhi del tecnico leccese che, tuttavia, può contare anche su un'altra nota lieta. In barba al ko di Romelu Lukaku e a tutti i dubbi della vigilia, infatti, Lorenzo Lucca ha dimostrato di saper come fare per non far rimpiangere il gigante belga.
Ovviamente non possiamo dimenticare il punto forte di questa squadra: la difesa. L'attacco del Sassuolo, infatti, ha visto gran poche palle giocabili, per merito del quartetto arretrato partenopeo. Arcigno e sempre a attento, il blocco di mastini azzurri ha giocato a fare le magie, facendo sparire il pallone spesso e volentieri dalla disponibilità degli avversari.
Stiamo parlando dei primi 90', e quindi ogni giudizio è quantomeno prematuro, ma è chiaro che se il buongiorno si vede dal mattino, sotto il Vesuvio ci siano per lo più motivi per sorridere.
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Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.